lunedì 2 gennaio 2017

Film 1269 - Full Metal Jacket

Mi sembrava stupido avere il dvd da tanti anni e non aver mai visto questo film. Così, appena gli ennesimi problemi di rete mi hanno colpito, ho deciso di optare per una scelta meno convenzionale del solito, buttandomi su uno dei pilastri della cinematografia mondiale.

Film 1269: "Full Metal Jacket" (1987) di Stanley Kubrick
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Francamente avevo un po' paura che questa pellicola potesse non piacermi, sia perché la tematica non è esattamente di quelle a me più vicine, sia perché quando si osanna tanto qualcosa tendo ad avere aspettative altissime, ma ci ho messo poco a ricredermi: "Full Metal Jacket" è un film che mi ha sorpreso e molto piaciuto. Non so dire esattamente cosa mi aspettassi di vedere, forse qualcosa di più "istituzionale", ma di sicuro niente di quello che ho visto.
Un inizio dissacrante e crudele, snervante grazie ad un sergente istruttore Hartman che è una piaga urlante capace di mettere in ginocchio anche la volontà dello spettatore e R. Lee Ermey è veramente molto bravo nella sua interpretazione. Si ritrova poi subito un giovanissimo e fragile Vincent D'Onofrio che farà una fine molto triste, incapace di sopportare una tensione fortissima e un superiore castrante che, di fatto, lo tramuterà, sì, nell'arma da guerra che sperava, ma una di quelle che finiscono per rivoltartisi contro.
Lo sfondo di tutta la vicenda, comunque, è il Vietnam e l'intervento americano sul posto. I giovani militari sono tanti, ognuno con la propria personalità, speranze, visioni del mondo e, in tutto questo marasma umano, c'è spazio anche per l'ironia di un "Joker" pacifista, la violenza dell'azione bellica e certe tristezze umane conseguenti ad una situazione e un momento storico di forte pressione.
Kubrick è capace di districarsi in maniera egregia tra realismo e ironia spietati, evitando quella dose eccessiva di sentimentalismi che trasformano i protagonisti in eroi, riuscendo così a darne un ritratto umano e sfaccettato, sicuramente molto più efficace dell'idea classica dell'eroe di guerra da pellicola incentrata su azioni belliche. Insomma, meno tutti d'un pezzo e più veri, se così si può dire. Ho apprezzato questo aspetto della pellicola al pari della sua anima grottesca e di certi passaggi spietati (ah, quando si scopre chi è il cecchino...), il tutto per un risultato finale che, nonostante la tematica difficile, riesce a non risultare pesante e, anzi, molto spesso è magneticamente brillante, dissacrante e anche inquietante. Sarà che non me lo aspettavo per nulla così, di fatto "Full Metal Jacket" mi è - inaspettatamente, se posso dirlo - piaciuto.
Ps. Una candidatura all'Oscar per la Miglior sceneggiatura e a R. Lee Ermey la nomination come Miglior attore non protagonista ai Golden Globes.
Cast: Matthew Modine, Adam Baldwin, Vincent D'Onofrio, R. Lee Ermey, Dorian Harewood, Arliss Howard, Kevyn Major Howard, Ed O'Ross.
Box Office: $46,357,676 (solo America)
Consigli: Non una scelta per ogni occasione. Si tratta, per quanto cult, di un film difficile, violento e forte per tematiche e certi aspetti della trama, per cui certamente non si può considerare una pellicola da vedere in un qualsiasi momento. Buona disposizione d'animo, pronti a un maltrattamento verbale ed emotivo fin dai primi minuti, consapevoli che, anche dove ci sia satira, la guerra è pur sempre la guerra. E non risparmia nessuno.
Parola chiave: Simbolo della pace.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi