martedì 15 luglio 2014

Film 741 - Il diavolo veste Prada

Ormai un classico.

Film 741: "Il diavolo veste Prada" (2006) di David Frankel
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Ammetto che il finale mi lascia sempre un po' deluso rispetto all'inizio scoppiettante, fresco e irriverente, ma rimane il fatto che "The Devil Wears Prada" sia tra i più iconici film moderni sul mondo della moda. Ormai cult, grazie alla performance di Meryl Streep nei panni della str***a Miranda Priestly, guru della moda e responsabile della bibbia del fashion Runway, incapace di palesare sentimenti che non siano di costante disappunto. Inutile dire che la visione della pellicola valga anche solo per lei.
Spalle - perché di spalle si tratta - della divina Meryl sono gli occhi da cerbiatto di Anne Hathaway e la fantastica Emily Blunt che di questo ruolo fa il migliore di tutta la sua carriera. Il trio tutto al femminile funziona che è una bellezza e la storia fila liscia e senza intoppi fino a quasi la fine del secondo tempo dove, però, la trama si discosta dal libro e, francamente, fallisce in un girone di buonismo comprensibile, ma un po' bollito.
In ogni caso "Il diavolo veste Prada" è sempre un piacere per gli occhi e la performance della Streep merita una standing ovattino. E' tutto.
Film 204 - Il diavolo veste Prada
Box Office: $326,551,094
Consigli: Meryl fa Miranda che in realtà sarebbe Anna (Wintour) che poco gradisce e si fa immortalare in un documentario su di lei ed il suo numero di settembre, il più importante dell'anno. Confrontare i due modi di proporre la vera 'comandante in capo' di Vogue America potrebbe essere uno spunto per gli appassionati di moda. In ogni caso entrambe le pellicole, questa tratta dal best-seller di Aline Brosh McKenna e il docu "The September Issue", sono per motivi differenti molto interessanti. Qui due nomination all'Oscar, un Golden Globe vinto e un titolo oggi ancora famosissimo.
Parola chiave: James Holt.

Trailer

Bengi

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