giovedì 28 febbraio 2013

Film 511 - Anna Karenina

Più di un anno di attesa. Un libro bellissimo. Una storia complessa da rappresentare sullo schermo. E una premessa cinematografica quantomeno innovativa.


Film 511: "Anna Karenina" (2012) di Joe Wright
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Leoo
Pensieri: "Anna Karenina" è un libro bellissimo che mai avrei pensato di leggere nella mia vita. Perchè è lunghissimo. Perchè è di un autore russo (Lev Tolstoj). Perchè è uno di quei 'mattoni' solitamente considerati difficili da digerire.
Eppure ce l'ho fatta e, ripeto, il libro è stupendo. Mi ha emozionato, appassionato, in alcuni tratti annoiato, aprendomi gli occhi su una realtà a me sconosciutissima. Ma non siamo qui a parlare del libro, quindi mi limiterò a consigliarlo caldamente: ne vale la pena.
Con queste premesse, lasciate che vi dica che ero molto, molto perplesso riguardo questo progetto cinematografico. La storia di Anna è straziante, romantica, odiosa, carica di speranze, turbolenta, felice, infelice, incerta... Insomma, come rendere tutto questo in una sola pellicola? E, questione a me più vicina, come rendere la storia d'amore tra Levin e Kitty (la mia preferita)?
A questo proposito ho avuto di recente qualche scambio di opinioni riguardo le due coppie principali del film (che nel libro sono rese molto più accuratamente, specialmente la seconda che viene trattata secondariamente, sì, ma comunque meticolosamente approfondita): "La storia di Kitty e Levin è in parallelo con quella di Anna e Vronsky e serve a sottolineare la differenza tra le due concezioni di amore presentate nel libro. Da un lato quella passionale - che sembrerebbe più vera - tra i due amanti protagonisti, dall'altro quella più ordinaria e quotidiana di Levin e Kitty - che sembra, invece, più normale, se non banale -.
Leggevo che in realtà questo è stato fatto per rendere ancora più evidente quanto l'amore fatto delle piccole cose, della quotidianità e di sentimenti, anche se non gridati e sbandierati però veri, sia quello che trionfa e supera gli ostacoli della vita; mentre Anna si suicida, sopraffatta da una situazione che non sa più gestire e a livello sociale e perchè la gelosia per Vronsky diventa quasi follia. E la cosa assurda è che (dice nel libro) sarebbe bastato un dialogo franco fra i due e tutto si sarebbe risolto, in quanto si amavano davvero! Però, nonostante tutto quello che passano come coppia, nonostante legittimino un amore che è scabroso e contro Dio - che quindi lascia presupporre una genuinità, se non un'appropriazione consapevole dei propri sentimenti - falliscono anche se sulla carta sembrerebbero la coppia "più innamorata".
In effetti, ma credo di averti già rotto abbastanza sull'argomento, mi sono sentito molto vicino a Levin-Kitty in quanto non hanno bisogno di gridare al mondo il loro amore. Semplicemente se lo dimostrano giorno dopo giorno, standosi vicino e dimostrando nelle piccole cose che hanno l'una nel cuore l'altro.
E' molto più poetico di un sentimento venduto come tale dalle parole delle persone. Nel senso che lo è perchè è così e non perchè è autodefinito tale
".
Quindi si capirà perchè mi stava tanto a cuore la resa delle due storie d'amore.
Tutto sommato devo dire che Joe Wright riesce abbastanza nel suo intento, anche se riduce troppo la coppia Levin-Kitty a quasi comparse, il che rende il loro percorso difficile da afferrare in alcune parti. Bene, comunque, il duo Karenina(Keira Knightley)/Vronsky(Aaron Taylor-Johnson) che rendono in maniera appassionata i loro personaggi, riuscendo quasi sempre a sfaccettarli nella miriade di sentimenti che compete loro. In alcuni passaggi la Knightley risulta un po' acerba, ma questa sua collaborazione con il regista sta portando alla realizzazione di belle pellicole tecnicamente impeccabili, spesso molto poetiche e ben recitate. Insomma, una liaison artisticamente interessante.
Inutile dire che questo "Anna Karenina" è stilisticamente molto curato, pensato e realizzato in teatro, con un facile richiamo alla vita pubblica di Anna (sul palco e in platea) e quella privata (ambientata dietro le quinte). L'esperimento - che mi aveva un po' preoccupato quando ne avevo letto a proposito - aggiunge, in realtà, quel tocco in più che non stona. Potrà non piacere a tutti, lo capisco, ma personalmente ho apprezzato lo sforzo di rivisitare un classico in chiave più personale, rileggendo, riscrivendo e riadattando al proprio lavoro artistico una storia senza, però, snaturarne i contenuti. Per una volta un autore che ha tentato di fare sua l'opera di qualcun'altro rivedendone i confini, senza adagiarsi sulla semplice narrazione degli eventi. E questo, secondo me, è un valore aggiunto.
Bellissimi i costumi (Oscar a Jacqueline Durran meritatissimo), delicate e adatte come sempre le musiche dell'italiano Dario Marianelli, scenografie estremamente curate.
Posso capire che 129 minuti di pellicola ambientata nella Russia dell'800 non siano davvero cosa per tutti, ma assicuro che "Anna Karenina" vale lo sforzo. Potrà non piacervi la storia riveduta dallo sceneggiatore Tom Stoppard (che a volte è un po' troppo frammentario), ma non potrete non rimanere affascinati da una cornice così ben realizzata tanto da lasciare senza fiato.
Film 517 - Anna Karenina
Film 1150 - Anna Karenina
Consigli: Per gli amanti del romanzo è sicuramente una rilettura interessante. Per chi ama le storie d'amore qui c'è un trionfo di sentimenti vissuti in maniera viva, consapevole fino all'ultimo momento. Per chi è appassionato della coppia Joe Wright-Keira Knightley questo è sicuramente un'altra loro collaborazione degna di essere guardata. Un bel film, particolare e a tratti poetico. Non riuscito al 100%, ma sicuramente una delle poche pellicole che ho visto di recente di cui conservo un buon ricordo. E che rivedrò.
Parola chiave: Amore.


Trailer

Ric

2 commenti:

  1. Lei è brava, il regista altrettanto, ma al film manca qualcosa...

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  2. Secondo me il vero punto debole di questo film è la sceneggiatura, che spesso non è così immediata nei passaggi da una situazione all'altra. Inoltre sono troppo ridotti a macchiette sullo sfondo i personaggi non protagonisti. Un peccato, perchè nel libro ogni personaggio è un mondo a sé.

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