venerdì 26 agosto 2016

Film 1201 - The Others

Mi avevano regalato il dvd tantissimi anni fa ed era da altrettanto tempo che desideravo rivedere questa pellicola. L'occasione perfetta si è presentata di recente. Questo il diktat: un horror, sì, ma che non spaventi troppo!

Film 1201: "The Others" (2001) di Alejandro Amenábar
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: In effetti si tratta più che di un vero e proprio horror, di un thriller costruito con dell'ottima suspense. Inaspettatamente accattivante, per essere totalmente girato in una casa buia, dà il suo meglio nel finale al cardiopalma, un misto di verità svelate e macabre confessioni che mettono a dura prova la protagonista quanto lo spettatore che non riesce a distrarsi nemmeno per un secondo.
La premessa è questa: sola con due bambini in una casa gigantesca, con il marito in guerra (la Seconda) e alla ricerca di domestici competenti, Grace (Nicole Kidman) ha il non poco rilevante problema di aver dato alla luce due creature talmente fotosensibili da non poter essere espostE alla luce. Come ci verrà spiegato una volta trovata la servitù, ogni porta dovrà quindi essere necessariamente richiusa prima che la successiva possa essere aperta, cosicché i ragazzi non corrano il rischio di incappare in stanze in cui la luce non sia stata accuratamente regolata. Amenábar, quindi, confeziona fin da subito una storia molto cupa e soffocante, ma non è l'unico elemento di disturbo. Perché, non bastassero gli scricchiolii e gli angoli bui, scopriremo ben presto che la casa è infestata da qualche presenza che non ha la minima intenzione di andarsene...
Pur rimanento tutto nella dimensione del suggerito, la storia è in grado di costruire una serie di ansie e paure che riescono efficacemente ad influenzare chi guarda. Verso la fine si capisce che c'è qualcosa che non torna e l'apparizione del marito al grido di «A volte sanguino» non fa che confermare i sospetti. Il tutto sta nel capire cosa esattamente stia succedendo, il che non è detto sia così facile da individuare.
Pur conoscendo già la storia - che a suo tempo avevo visto al cinema -, "The Others" è riuscito di nuovo a rapirmi, a influenzarmi e lasciarmi conquistato. Non si tratta di un prodotto ad alto budget che punta sulla paura mostrata, eppure grazie ad una serie di accorgimenti e una brava Kidman, la storia riesce a produrre quell'inquietudine e quella strana morbosità che ogni film di paura dovrebbe essere in grado di generare. Un risultato non da poco, ovviamente, che mi ha colpito in positivo anche questa volta.
Ps. Nicole Kidman candidata al Golden Globe come Miglior attrice drammatica.
Cast: Nicole Kidman, Fionnula Flanagan, Christopher Eccleston, Elaine Cassidy, Eric Sykes, Alakina Mann, Michelle Fairley, James Bentley.
Box Office: $209.9 milioni
Consigli: E' una di quelle storie da cui è meglio lasciarsi coinvolgere e trasportare. E' inutile farsi troppe domande, tentare di indovinare: si finisce solo per rovinarsi la visione. Vale la pena lasciare che "The Others" si racconti e stupisca con il suo finale ad effetto.
Parola chiave: Libro dei morti.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 25 agosto 2016

Film 1200 - Ghostbusters

Ovviamente attendevo con impazienza di vedere questa pellicola la cui genesi ha creato tanto scompiglio e che tanto e tanti ha diviso. Farsi un'opinione era necessario e, oltre a questo, godere nuovamente della compagnia degli Acchiappafantasmi mi sembrava un'occasione imperdibile!

Film 1200: "Ghostbusters" (2016) di Paul Feig
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Melissa McCarthy e Paul Feig si ritrovano sul grande schermo, ma la magia supercomica e trascinante di "Spy" non si verifica.
Forse troppo schiacciato dalle pressioni legate all'eredità della saga e dalla necessità di rigurgitare necessariamente qualcosa di nuovo, fresco e divertente (pur nello spirito dei classici), "Ghostbusters" 2016 finisce per cercare continuamente un'identià che non riesce a trovare. La mancanza di personalità di una pellicola che prende la comicità molto fisica delle quattro protagoniste scelte letteralmente saccheggiando l'eredità del "Saturday Night Live" è un problema serio, soprattutto quando si tenta di rilanciare un prodotto che ha dei fan veramente molto affezzionati sparsi in tutto il mondo. Il risultato è quindi lo spreco di un gruppo di talenti in favore di una serie di gag carine fino a un certo punto e comunque non spassosamente gustose.
Ciò detto, rimane il fatto che trovo veramente eccessiva la bocciatura del pubblico riguardo a questo reboot tutto al femminile. Tra gli attacchi per la scelta in rosa, il rifiuto dello zoccolo duro di appassionati che ha letteralmente promesso il boicottaggio e addirittura la certificazione di YouTube per il trailer con il maggior numero di "non mi piace" (al momento è a quota 1.007.052 contro gli oltre 290.000 mi piace), si è venuta a creare una sorta di campagna anti "Ghostbusters" che ha prodotto un discreto parlare mediatico, ma non ha apportato alcun miglioramento al box-office. Nonostante un ottimo esordio da 46 milioni di dollari in America, la pellicola non è comunque riuscita ad evitare la battuta d'arresto nei weekend successivi ed è evidente che, a fronte di un budget da 144 milioni di dollari (escluso il marketing), il risultato sia evidentemente un flop.
Nonostante tutta questa negatività, rimango dell'idea che il film non meritasse questa fredda accoglienza. L'idea di riportare in vita il franchise "ribaltandolo" al femminile mi è piaciuta fin da subito e il cast scelto mi sembra davvero azzeccato. Ok, la sceneggiatura è quella che è e, forse più di tutto, il personaggio del segretario scemo (Chris Hemsworth) è veramente troppo assurdo e caricaturale per risultare simpatico ed efficace, ma in ogni caso gli intenti erano buoni ed evidentemente, ci fossero stati i presupposti, un eventuale sequel avrebbe prodotto qualcosa di più riuscito e in linea con lo spirito dei precedenti "Ghostbusters" e "Ghostbusters II".
Dunque, in definitiva non mi sento di mettere in croce questo prodotto, figlio forse di tempi e modalità sbagliati. Il risultato finale è traballante, ma Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon e Leslie Jones sono un team poliedrico, pazzo e divertente quanto basta per far dimenticare certe debolezze della trama e una congestione di intenti - tra cui il ricalco dei precedenti film - che fa perdere il senso di una nuova pellicola se non si sta attenti. "Ghostbusters" 2016 poteva essere tante cose: sicuramente non sarà un successo.
Film 2 - Ghostbusters - Acchiappafantasmi
Film 9 - Ghostbusters II
Cast: Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon, Leslie Jones, Charles Dance, Michael K. Williams, Chris Hemsworth, Andy García, Ed Begley Jr., Zach Woods, Neil Casey; (camei) Bill Murray, Dan Aykroyd, Ernie Hudson, Sigourney Weaver, Annie Potts, Ozzy Osbourne.
Box Office: $208.1 milioni
Consigli: Intenzioni buone, risultato un po' meno per questa versione contemporanea e tutta femminile del classicone "Ghostbusters" che, tra l'altro, vede la partecipazione di tutti gli ex interpreti (tranne Harold Ramis che è morto nel 2014) inseriti tramite cameo. E' vero, si poteva fare di più e meglio, soprattutto visto l'enorme budget e la disponibilità di un cast coi fiocchi, ma non mi sento nemmeno di dire che il prodotto finale sia un disastro. Si vede bene, c'è un po' di effetto nostalgia e ogni tanto si ride. Non è molto, ma in tutta onestà c'è molto, molto di peggio.
Parola chiave: Portale.

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martedì 23 agosto 2016

Film 1199 - Snowpiercer

Dopo averlo visto al cinema un paio di anni fa, ho comprato il dvd e attendevo da qualche tempo di farlo vedere a Poe...

Film 1199: "Snowpiercer" (2013) di Bong Joon-ho
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Esperimento cinematografico interessante che mixa una buona dose di aura hollywoodiana con canoni della narrazione meno mainstream e più marcatamente asiatici. L'azione, molto violenta, viene spesso intervallata da lunghi dialoghi o momenti di pathos amplificati da rallenty o preamboli ben architettati che creano un effetto di contrasto rispetto a scene di violenza molto dinamiche e momenti di "quiete" in cui spesso si assiste storditi alla messa in scena dell'ennesimo nuovo mondo.
Ogni carrozza è, infatti, un pianeta a sé stante di cui all'inizio conosciamo solo la morfologia della coda, ovvero dove alloggiano i più poveri. La scalata verso la testa, che è anche la dura salita verso il riscatto e l'emancipazione sociale, sarà un viaggio difficilissimo e crudele dove non mancheranno vittime e disastri. Il tutto per incontrare il misterioso Wilford, sorta di divinità all'interno di un treno della vita che percorre l'intero globo nel giro di un anno e non può mai fermarsi, in quanto la Terra è ghiacciata a seguito di una catastrofe e l'arrestarsi del treno comporterebbe l'estinzione del genere umano (ovvero chi è rimasto a bordo).
L'inquietante "Snowpiercer" di Bong Joon-ho è dunque un titolo particolare, caratterizzato da colori cupi ed effetti speciali che comunicano al contempo sia lo sforzo per la realizzazione di un prodotto extra-Hollywood che vuole dimostrare il suo potenziale commerciale, sia l'evidenza della finzione che un po' danneggia il realismo d'insieme. In ogni caso, per essere una produzione sudcoreana mi pare davvero che il risultato finale sia di grande impatto, oltre che particolarmente interessante per la storia che racconta (tratta da "Le Transperceneige", graphic novel post apocalittico dei francesi Jacques Lob e Jean-Marc Rochette) e le atmosfere che riesce ad evocare. Anche questa seconda visione, quindi, mi ha soddisfatto.
Film 681 - Snowpiercer
Cast: Chris Evans, Song Kang-ho, Tilda Swinton, Jamie Bell, Octavia Spencer, Ewen Bremner, Ko Asung, John Hurt, Ed Harris, Alison Pill.
Box Office: $86.8 milioni
Consigli: Intrigante, violentissimo, post apocalittico, con un grandissimo cast e una storia che non mancherà di sorprendere, "Snowpiercer" è un buon esempio di cinema contemporaneo a grande budget pur essendo esterno al circuito produttivo americano. Lo consciglio perché piaccia o meno, rimane comunque molto impresso.
Parola chiave: Locomotiva.

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Bengi

lunedì 22 agosto 2016

Film 1198 - Star Trek Beyond

Primo film in assoluto visto in una sala IMAX. Per la precisione presso il BFI IMAX di Londra (South Bank district). La svolta.

Film 1198: "Star Trek Beyond" (2016) di Justin Lin
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Poe
Pensieri: Che cos'è il 3D senza lo schermo più grande d'Europa (così parlò la commessa)? E che cosa sarebbe stato di "Star Trek Beyond" senza che lo avessimo visto all'IMAX?
Scherzi a parte, mi trovo per la prima volta a confrontarmi con un'esperienza visiva che fa davvero la differenza e non posso fare a meno di pensare che, nel caso anche di brutti titoli (però ricolmi di effetti speciali), parte del giudizio non possa che essere positivamente influenzato dalla visione spettacolare che i 20m x 26m di schermo consentono, in collaborazione con un impianto sonoro da brividi e, ovviamente, della tridimensionalità. Dunque vale forse la pena di spendere 20£ per godere di un'esperienza altrimenti impossibile al cinema tradizionale anche quando la pellicola lascia a desiderare? Sicuramente una possibilità gliela sì da più volentieri. Fortunatamente, comunque, non è questo il caso.
"Star Trek Beyond" è, infatti, un buon terzo capitolo, che lo si veda presso un IMAX o meno. L'avventura del multietnico gruppo della USS Enterprise è anche questa volta ricca d'azione e colpi di scena oltre che naturalmente una tendenza alla distruzione ed esplosione piuttosto peculiare. Manca, forse, un cattivo degno di nota, incisivo quanto mostruosamente orrendo. Se, infatti, l'antagonista in carica Krall (Elba) è particolarmente brutto, non si può dire che la sua cattiveria sia direttamente proporzionale al suo aspetto. Pur carico del necessario piano di annientamento e caos, questo personaggio un po' fallisce nel generare la giusta dose di cattiveria e terrore.
Il trio Kirk-Spock-Uhura - a cui qui si aggiunge la presenza più marcata rispetto ai precedenti episodi del dottore e Scotty - è sempre piacevole da seguire e le performance del cast sono conformi e ben strutturate, confermando l'impressione che, negli anni '00, siano Pine, Quinto e Saldana i depositari dell'anima dei personaggi che interpretano e che la scelta del cast abbia portato ottimi frutti.
Sul fronte del risultato finale la saga, che giunge qui al suo terzo capitolo dell'era del reboot, confeziona per lo spettatore un'avventura certamente adrenalinica e vagamente nostalgica - il film è dedicato ai due attori recentemente scomparsi Leonard Nimoy e Anton Yelchin - capace di non tradire la strada intrapresa coi due precedenti titoli, pur facendo procedere la storia verso nuovi lidi, anche se la sensazione rispetto a questo episodio è che sia più una storia di passaggio che non un capitolo in grado di mantenersi in piedi da solo con le proprie gambe. Non so se questa mia sensazione sia condivisa, di certo è eloquente che il risultato del box-office sia ad oggi così basso a fronte di una spesa di 185 milioni di dollari che è, sì, in linea con il budget del precedente "Into Darkness - Star Trek", ma rispetto al quale l'incasso mondiale è dimezzato. Con la saga che passa dalla mano di J.J. Abrams - che rimane nello spazio, ma abbandona per la più fortunata "Star Wars" - a quella di Lin (che ha diretto vari "Fast & Furious") e una eco mediatica che non ha suscitato particolari isterie di massa, l'impressione è che la pellicola, pure accolta con i favori della critica, non abbia lasciato sbalorditi i fan e il pubblico in generale durante un'estate 2016 che continua a far piangere il botteghino. "Star Trek 3" è, insomma, un film piacevole oltre che, diciamolo pure, un flop. Per citare Inquisitr: "In order for Paramount Pictures to pretty much break even, the movie would have to make somewhere between $340-350 million. That number is quite possible, but J.J. Abrams and the studio were really hoping for something other than just making their money back on a budget of $185 million."
Dunque sì, "Star Trek Beyond" è stato una piacevole sorpresa per me che di questo terzo capitolo pensavo già male ancora prima di vederne il trailer, ma resto perplesso di fronte a un tale rifiuto del pubblico, pur non rimanendo io per primo immune alle problematiche evidenziate da un franchise sempre stato più debole rispetto ad altri che, a distanza di decenni, si dimostrano ancora particolarmente efficaci. La colpa non è tanto della pellicola, che è ben scritta, piacevole, divertente e ovviamente di grande intrattenimento; forse semplicemente il timing è stato sbagliato. C'era bisogno di un terzo capitolo di "Star Trek" a 8 mesi dall'uscita in sala di quel colossale successo che è stato il reboot di "Star Wars" e che ora prevede di rilanciarsi addirittura attraverso sequel e spin-off? Era il caso di affidargli un budget così alto, quando il precedente capitolo non era riuscito nemmeno a raggiungere quota 500milioni di incasso? Forse no, in tutta sincerità. "Star Trek" è sempre stato il franchise più debole, è inutile nasconderlo e non c'è nulla di male a dirlo o pensarlo. Il lavoro che è stato fatto per rilanciare il filone è grandioso e ha avvicinato milioni di persone (me compreso) a una bella storia che ha ancora molto da dire, ma forse non in questi termini, non ora. Mi spiego brevemente, per concludere: non siamo di fronte a una saga in grado ancora di richiamare un pubblico vasto e generico. "Star Trek" è tutt'ora visto, diversamente da "Star Wars", come un titolo per veri fanatici, una storia che vive ancora del riflesso della saga televisiva e fatica a riciclarsi per il pubblico moderno. Non la penso così, ovviamente, ma la sensazione è che chi non si avvicini a questo prodotto lo faccia anche perché è risaputo che si tratti di un articolo che gratifica i fan anche attraverso gli omaggi al passato: con 13 film all'attivo spalmati su un arco temporale di quasi 40 anni (e diciamocelo, non tutti di ottima qualità), potrebbe sembrare ostico l'approcciarsi a questo franchise, soprattutto partendo dall'ultimo capitolo in ordine di uscita cinematografica. Senza contare che si tratta comunque di un titolo di fantascienza, un genere che risaputamente richiama una parte selezionata di pubblico.
Perfettamente conscio di non aver esaurito la questione, chiudo qui in ogni caso. "Star Trek Beyond" è un terzo capitolo soddisfacente, una pellicola capace di grande spettacolarità e una buona dose di divertimento e, in definitiva, un prodotto che mi ha sorpreso in positivo. Non tradisce i due precedenti titoli e, anzi, è piuttosto in armonia con la saga. Promosso, con o senza IMAX + 3D.
Ps. La sceneggiatura è stata scritta, tra gli altri da Simon Pegg, che qui interpreta Scotty; J.J. Abrams, invece, produce.
Film 84 - Star Trek
Film 824 - Star Trek
Film 569 - Into Darkness - Star Trek
Film 606 - Into Darkness - Star Trek
Film 825 - Into Darkness - Star Trek
Cast: John Cho, Simon Pegg, Chris Pine, Zachary Quinto, Zoe Saldana, Karl Urban, Anton Yelchin, Idris Elba, Sofia Boutella.
Box Office: $231.1 milioni
Consigli: Chiaramente ha più senso vederlo se si conoscono almeno i due precedenti capitoli, anche se, come ha dimostrato Poe accompagnandomi, non è necessario conoscere tutti i dettagli delle storie precedenti per arrivare a comprendere (ma è certamente meglio conoscere almeno l'inglese se lo si vede in lingua originale) e interessarsi al franchise. Chi ha apprezzato i precedenti, chi ama il genere di fantascienza e in generale le avventure nello spazio, non potrà perderselo. Checché ne dica il risultato del botteghino, un buon sequel.
Parola chiave: Abronath.

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domenica 21 agosto 2016

Film 1197 - Una spia e mezzo

Agli inizi di aprile Dwayne Johnson e Kevin Hart hanno presentato assieme gli MTV Movie Awards come versione collaterale di promozione di questo film, in America uscito il 17 giugno. Arrivato in Italia con un mese di ritardo, ero veramente curioso di scoprire come potessero funzionare i due attori assieme sul grande schermo.

Film 1197: "Una spia e mezzo" (2016) di Rawson Marshall Thurber
Visto: dal cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Un misto fra "Brooklyn Nine-Nine" e "21 Jump Street", "Central Intelligence" è una commedia carina e molto dinamica, perfetto titolo estivo che non brillerà per innovazione o profondità, ma di sicuro intrattiene a dovere. Grande chimica tra i due protagonisti Kevin Hart e Dwayne Johnson, per un'ottima scelta di cast.
Basato sul pretesto dell'inversione dei ruoli, il fighissimo Calvin (Hart) del liceo si ritrova da adulto a svolgere un impiego con pochi stimoli, mentre il più che rotondo e bullizzato Bob (Johnson), si rivelerà essere una stranissima iperpalestrata montagna di muscoli; il duo, ritrovatosi grazie all'amicizia di Facebook, si incontrerà per una birra al bar e finirà per investigare su un'asta milionaria di offerte per una lista di codici che permettono il controllo di satelliti. Il tutto, ovviamente, che Calvin lo voglia o meno.
In questo mondo surreale di agenti corrotti, sparatorie e salti dalle finestre, non mancano certi momenti efficaci di simpatico divertimento, servito dalla strana coppia di protagonisti e da una serie di trovate comiche spesso fisiche o comunque volgari, ma che non mancano di centrare l'obiettivo. Del resto stiamo parlando di una pellicola di totale disimpegno che intende raggiungere lo spettatore attraverso quella comicità stramba che va di moda adesso e una dose d'azione da non sottovalutare. Del resto Johnson si è ormai specializzato nel genere action, oltre che nei titoli mainstream in grado di totalizzare buoni incassi al botteghino: anche "Una spia e mezzo" non fa eccezione - pur non con un totale eclatante - riuscendo ampiamente a ripagare i 50 milioni di dollari spesi per produrlo.
Dunque un prodotto simpatico, tutto sommato migliore di quanto mi aspettassi. Non un capolavoro e non maledettamente folgorante quanto lo "Spy" di qualche tempo fa, ma comunque una piacevole sorpresa estiva in grado di riempire in maniera simpatica il vuoto calendario cinematografico estivo.
Ps. Inaspettatamente, questo film è stato scritto tra gli altri anche da Ike Barinholtz, attore visto in "Le sorelle perfette", "Cattivi vicini" 1 e 2, "The Mindy Project" e adesso al cinema con "Suicide Squad".
Cast: Kevin Hart, Dwayne Johnson, Amy Ryan, Aaron Paul, Danielle Nicolet, Timothy John Smith, Megan Park, Ryan Hansen, Thomas Kretschmann, Jason Bateman, Melissa McCarthy.
Box Office: $208.6 milioni
Consigli: Divertente quanto basta, dinamico e con un buon duo di protagonisti, "Central Intelligence" è un film più riuscito di quanto non ci si potrebbe aspettare e più soddisfacente di metà dei prodotti usciti durante questa insipida estate 2016. Niente di indimenticabile, ovvio, ma comunque spassoso.
Parola chiave: La freccia d'oro.

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venerdì 19 agosto 2016

Film 1196 - Non per soldi... ma per amore

Pellicola cult di fine anni '80 che non avevo mai visto: urgeva recupero!

Film 1196: "Non per soldi... ma per amore" (1989) di Cameron Crowe
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Commedia romantica che ha fatto un pezzo di storia del genere, questo "Say Anything..." è un titolo carino, molto giovane e certamente molto, molto anni '80.
Certe parti le ho trovate un po' bizzarre, a dire il vero, come quando il padre chiede a Diane (Ione Skye) riguardo alla sua relazione appena diventata biblica con Lloyd (John Cusack) o come quando, sempre il padre, le dice di regalare una penna come dono di addio per il ragazzo. Stramberie a parte, comunque, il film è piacevole e non manca di centrare certe questioni molto vere sulla natura delle relazioni e il dolore della loro fine; più inusuale per la commedia romantica, invece, la trama parallela che coinvolge (sempre) il padre e lo vede implicato in un'indagine da parte del fisco che ritiene si sia appropriato di soldi sottraendoli alla casa di cura che possiede e presso cui lavora assieme alla figlia. Accuse che - ancora più inaspettato per le tinte pastello solitamente comuni a questi prodotti - si dimostreranno vere.
"Non per soldi... ma per amore" quindi, pur non rivoluzionando il genere, si appropria comunque di un linguaggio molto personale e lo fa anche attraverso la caratterizzazione dei personaggi - ben approfondita - che sicuramente ha in Lloyd il suo punto di forza. Cusack è davvero perfetto per il ruolo, misto faccia da schiaffi-imbambolato, e non penso sia un caso che tra i suoi ruoli successivi ci sia stato anche quello di Rob Gordon in "Alta fedeltà".
Insomma, risulato positivo ed grande effetto nostalgia per gli 80s.
Ps. Tra i vari personaggi secondari e cameo, troviamo dei giovanissimi Lili Taylor, Jeremy Piven e Joan Cusack (sorella del protagonista).
Cast: John Cusack, Ione Skye, John Mahoney, Lili Taylor, Polly Platt, Bebe Neuwirth, Pamela Adlon, Jeremy Piven, Eric Stoltz, Philip Baker Hall, Joan Cusack, Dan Castellaneta.
Box Office: $21.5 milioni
Consigli: Commedia romantica del all'epoca esordiente alla regia Cameron Crowe (Oscar per la sceneggiatura di "Quasi famosi"), "Non per soldi... ma per amore" è un titolo di culto del genere che vede la scena con lo stereo portatile scolpita nell'immaginario collettivo. Pellicola sui sentimenti, l'amore giovanile e le scelte che potrebbero cambiare la vita, la storia segue le vicende dei due innamorati Diane e Lloyd e la loro ricerca di un equilibrio relazionale post estivo. Perché si sa che le storie nate in estate non hanno vita breve. O no?
Parola chiave: Boombox.

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giovedì 18 agosto 2016

Film 1195 - Ant-Man

Sky Go lo offriva tra le sue nuove proposte e abbiamo deciso di vederlo, anche perché Poe al cinema lo aveva perso...

Film 1195: "Ant-Man" (2015) di Peyton Reed
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Mi era già piaciuto la prima volta al cinema e confermo il responso positivo. Sicuramente un supereroe inusuale per molti motivi e la storia è necessariamente influenzata da tutte queste "anomalie", ma in definitiva un titolo piacevole e sufficientemente ben fatto per essere un primo episodio conoscitivo ed esplorativo.
Paul Rudd, altro elemento che non ti aspetteresti in un blockbuster, è un ottimo protagonista, perfetto per il ruolo di Scott Lang, tra lo stropicciato e l'anti-eroe. Insieme a lui un cast di tutto rispetto che vede Evangeline Lilly, Corey Stoll e Michael Douglas contendersi la scena.
Effetti speciali davvero spettacolari, una storia divertente e spesso ludica, sufficiente azione e la promessa di un nuovo franchise che non dovrebbe deludere.
Film 411 - The Avengers
Film 808 - The Avengers
Film 930 - Avengers: Age of Ultron
Film 932 - Avengers: Age of Ultron
Film 1177 - Avengers: Age of Ultron
Film 695 - Captain America - Il primo vendicatore
Film 814 - Captain America: The Winter Soldier
Film 1156 - Captain America: Civil War
Film 268 - Thor
Film 1191 - Thor
Film 631 - Thor: The Dark World
Film 1193 - Thor: The Dark World
Film 543 - Iron Man 2
Film 676 - Iron Man 3
Cast: Paul Rudd, Evangeline Lilly, Corey Stoll, Bobby Cannavale, Michael Peña, Tip "T.I." Harris, Anthony Mackie, Wood Harris, Judy Greer, David Dastmalchian, Michael Douglas, John Slattery, Hayley Atwell.
Box Office: $519.4 milioni
Consigli: Tra formiche, cassaforti e la sede degli Avengers troviamo Ant-Man, supereroe dalle dimensioni microscopiche e la potenza sovraumana che riesce a rimpicciolire e ingrandirsi così da poter sorprendere e neutralizzare i nemici. Se vi attraggono i dettagli al microscopio, le avventure Marvel e in generale i blockbuster ben confezionati, non dovreste rimanere delusi da questo titolo di cui, ovviamente, è già previsto un sequel per il 2018 ("Ant-Man and the Wasp").
Parola chiave: Il Calabrone.

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mercoledì 17 agosto 2016

Film 1194 - Me Before You

Non che smaniassi per vederlo, ma Poe ci teneva molto. La proposta dello streaming ha fatto vincere (grazie a Dio) la versione in inglese, così almeno ci siamo evitati il doppiaggio da soap opera tipico per prodotti tutto cuori e fazzoletti come questo.

Film 1194: "Me Before You" (2016) di Thea Sharrock
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Poe
Pensieri: Nel tentativo di ricavalcare l'onda ormai un po' passata di "Colpa delle stelle", questo "Me Before You" regala al pubblico una storia strappalacrime tra disabilità ed eutanasia, il tutto condido con l'amore vero che sboccia all'improvviso, ovviamente. L'originalità del film non è esattamente fulminante, anche se un certo fascino dei protagonisti e la cura delle immagini (molto patinate) addolciscono i sentimenti verso un prodotto così specificamente mirato ad una particolare tipologia di pubblico, nel quale francamente fatico a riconoscermi.
Al di là della ricerca della lacrima facile, questo tipo di commedia romantica da "ultimo stadio" è un po' troppo costruita sull'eccezionalità della cosa, oltre che sul dramma preannunciato, il che a mio avviso conferisce al tutto un'anima artificiosa e livella il racconto alla semplice straordinarietà dei fatti o dei suoi protagonisti evitando di approfondire l'elemento umano, che è poi la base di ogni relazione. La disabilità del protagonista Will (Sam Claflin), pur trattata ampiamente, interessa alla sceneggiatura più che altro come elemento funzionale e dunque rimane in secondo piano rispetto a un romanticismo tanto scontato e sdolcinato che è, tuttavia, il vero motore di tutta l'operazione. Per quanto nobile possa essere il portare all'attenzione del grande pubblico la questione, non ci si smuove dal fatto che è la scintilla amorosa ad essere il vero cardine di tutta l'operazione. Sì, è vero che poi si tratta di una storia decisamente meno convenzionale del solito, considerato che - spoiler! - alla fine Will muore, ma in ogni caso si possono cambiare le carte in tavola quanto si vuole: il risultato - rispetto a titoli simili - non cambia.
Dunque niente di nuovo e, soprattutto, niente di particolarmente esaltante. Il contagioso ottimismo di Lou (Emilia Clarke), che passa solo attraverso l'inesausto movimento di sopracciglia della ragazza, è più irritante che consolante e l'amore in sedia a rotelle è dolce e ispira buoni sentimenti, ma dal momento che "Me Before You" si ferma solo a questi, il risultato finale non può essere sufficiente. Non è una buona storia solo perché si racconta una bella storia. E' un prodotto ben confezionato, ma niente di più.
Ps. Tratto dal romanzo omonimo di Jojo Moyes del quale esiste un seguito, dal titolo "After you".
Cast: Emilia Clarke, Sam Claflin, Janet McTeer, Charles Dance, Brendan Coyle, Matthew Lewis, Samantha Spiro, Joanna Lumley, Ben Lloyd-Hughes.
Box Office: $194.3 milioni
Consigli: Penso che si tratti di un film adatto solo a chi sia veramente motivato a vederlo. C'è la malattia, c'è il rifiuto, il dolore, la morte e tutta una serie di elementi che lo rendono una storia pesante, nonostante ampio spazio sia dedicato all'amore tra i protagonisti. Dunque meglio documentarsi prima e capire se si è disposti a seguire la storia.
Parola chiave: Lavoro.

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Film 1193 - Thor: The Dark World

Visto il primo, non abbiamo perso tempo e abbiamo visto il secondo. Anche perché ho appositamente acquistato il dvd...

Film 1193: "Thor: The Dark World" (2013) di Alan Taylor
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Meno indeciso sulla sua natura, "Thor 2" porta a casa un risultato più granitico e riesce nell'intento di svincolare la saga sulla divinità del tuono da un primo capitolo affaticato dalle necessità di presentare il franchise e legittimarlo attraverso una storia dai contorni shakespeariani. Per farla facile: qui i toni sono molto più da intrattenimento semplice.
Cattivoni dell'episodio sono gli Elfi Oscuri, il cui capo intende sfruttare il fenomeno della Convergenza dei Nove Regni per poterli sottomettere e distruggere, neanche a dirlo; per farlo usa la potenza distruttrice dell'Aether, all'inizio della storia risvegliato da Jane (Natalie Portman).
Avendo solleticato tutti gli interessi che stanno a cuore al nostro eroe - salvaguardia dei regni, Jane e distruzione dei nemici che tentano di diventare tiranni -, il nostro Thor non potrà che scendere in campo per salvare nuovamente l'umanità e non solo, dopo aver già fatto team con gli Avengers nel primo capitolo dell'altra saga sul collettivo di supereroi dalla cui storia conseque questa in ordine temporale.
Tantissimi effetti speciali - a mio avviso migliori - e una storia che include moltissima distruzione soprattutto nel finale, "Thor: The Dark World" è un buon sequel che regala al pubblico un risultato finale compatto e dalla chiara idea generale, in grado di inserirsi perfettamente all'interno di un arco temporale complesso com'è quello formato dalle numerose puntate del racconto Marvel, serie tv comprese. Dunque un miglioramento rispetto al primo "Thor", che pure non era tremendo, a cui speriamo farà seguito un "Thor 3" degno dei progressi fatti fino qui.
Film 411 - The Avengers
Film 808 - The Avengers
Film 930 - Avengers: Age of Ultron
Film 932 - Avengers: Age of Ultron
Film 1177 - Avengers: Age of Ultron
Film 695 - Captain America - Il primo vendicatore
Film 814 - Captain America: The Winter Soldier
Film 1156 - Captain America: Civil War
Film 268 - Thor
Film 1191 - Thor
Film 631 - Thor: The Dark World
Film 543 - Iron Man 2
Film 676 - Iron Man 3
Film 1004 - Ant-Man
Cast: Chris Hemsworth, Natalie Portman, Tom Hiddleston, Anthony Hopkins, Stellan Skarsgård, Idris Elba, Christopher Eccleston, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Kat Dennings, Ray Stevenson, Zachary Levi, Tadanobu Asano, Jaimie Alexander, Rene Russo, Chris O'Dowd, Benicio del Toro, Ophelia Lovibond.
Box Office: $644.6 milioni
Consigli: Carino, ricco d'azione e più conforme all'universo Marvel creato sino ad ora, "The Dark World" presenta un notevole incremento qualitativo del franchise che, per chi gradisce, non potrà che essere regalo gradito. Finalmente a Jane viene dato un ruolo più attivo, la storia abbandona i toni da tragedia e abbraccia il commerciale intento blockbuster e Thor ci delizia con non poche prodezze da vero supereroe quale è. Un secondo capitolo piacevole, insomma, che non richiede necessariamente di conoscere il contesto da cui proviene per essere fruito.
Parola chiave: Dannato.

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Bengi

martedì 16 agosto 2016

Film 1192 - Cattivi vicini 2

Ovviamente non potevo perdermelo!

Film 1192: "Cattivi vicini 2" (2016) di Nicholas Stoller
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Devo dire che, pur restando migliore il primo, questo secondo "Cattivi vicini" non è così male né lascia insoddisfatti chi aveva apprezzato la prima, pazza incursione cinematografica dell'insolito trio Seth Rogen, Zac Efron, Rose Byrne. L'aggiunta del caso vede Chloë Grace Moretz a capo di una sorellanza di reiette che decide di comportarsi esattamente come le confraternite maschili, tutte divertimento, sballo e alcol, ovviamente sempre accanto alla casa dei poveri coniugi Radner, che tutto vorrebbero tranne che rivivere l'incubo a malapena scampato nel precedente film. In questo caso l'aggravante è che la coppia deve pure vendere la casa e il contratto prevede un periodo di prova anti fregatura che consente agli acquirenti di ritirarsi dalla vendita se qualcosa di strano dovesse verificarsi. E si verificherà, che ve lo dico a fare...
Nonostante la fratellanza sia mille volte più antipatica dei pazzi della confraternita precedente, "Neighbors 2: Sorority Rising" riesce comunque a regalare qualche momento spassoso soprattutto grazie al rotondo Rogen, capace di prendersi e farsi prendere in giro con una leggerezza invidiabile. Pacioccone, dolce e simpatico.
La formula sostanzialmente rimane uguale a quella precedente con veramente poche varianti (ora Rogen e Efron sono alleati): molte parolacce, molta sessualità, molte gag 'fisiche' e la classica superficialità che permette l'happy ending dovuto. Niente di trascendentale, ma comunque preso per quello che è simpatico.
Film 773 - Cattivi vicini
Film 1060 - Cattivi vicini
Cast: Seth Rogen, Zac Efron, Rose Byrne, Chloë Grace Moretz, Dave Franco, Ike Barinholtz, Christopher Mintz-Plasse, Kiersey Clemons, Selena Gomez, Lisa Kudrow, Kelsey Grammer, LL Cool J.
Box Office: $107.2 milioni
Consigli: Incasso dimezzato rispetto al primo film, questo "Cattivi vicini 2" replica la formula del precedente e ci aggiunge la variante in salsa femminile. Spassoso, pazzo, a tratti strano e con la giusta dose di politicamente scorretto, tutto sommato funziona e intrattiene a dovere. Dovrebbe piacere a chi ha apprezzato la mitica follia del primo.
Parola chiave: Kappa Nu.

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sabato 13 agosto 2016

Film 1191 - Thor

Presi dall'euforia da supereroi e super-storie, ci siamo davvero lanciati a recuperare tutti i titoli contemporanei di riferimento!

Film 1191: "Thor" (2011) di Kenneth Branagh
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: La prima volta che ho visto questo film, al cinema, sono rimasto indeciso: pro o contro?
La confusione è aumentata man mano che i successivi titoli Marvel hanno cominciato a colonizzare le sale cinematografiche, da Capitan America agli Avengers, tra vari sequel e aggiustamenti, una marea di film tutti sufficientemente efficaci e ben realizzati. Come collocare, allora, questo primo "Thor"?
A distanza di anni (5), il primo capitolo sul dio del tuono è un esordio migliore rispetto a quello del Capitano. La regia di Kenneth Branagh ampiamente pubblicizzata sembra essere utilizzata più che altro per legittimare un genere all'epoca ancora acerbo, ovvero il blockbuster di qualità sui supereroi, quasi che serva la mano di un artista universalmente acclamato quale Branagh - famoso shakespeariano doc - per dare valore al prodotto da (ri)lanciare; un cast stellare tra cui spiccano 2 premi Oscar (la Portman lo vince proprio nel 2011); un budget da 150 milioni di dollari e la speranza di far partire un franchise remunerativo quanto quello di "Iron Man" sono tutti elementi che fanno parte di questa prima incursione nel mondo Asgard alla corte di Odino.
Il risultato finale è incerto più che altro perché è un mix, una sorta di ibrido che non riesce a presentarsi in maniera uniforme. E' un titolo commerciale di puro intrattenimento o è un prodotto che cerca di vendersi per ciò che evidentemente non è? Il tradimento di Loki, la lotta tra bene e male, il demone interiore del figlio adottato, il padre padrone, la lotta tra due mondi e il confronto con i propri limiti, l'amore che non può durare... Insomma, tantissime tematiche, molte delle quali da tragedia, eppure non siamo di fronte ad un titolo drammatico, ma all'inizio di un'avventura che dovrebbe portarci ben oltre i confini del nostro mondo. E c'è, quest'avventura? Ni. Mi spiego: c'è, ovviamente, ma non nei termini che uno si aspetterebbe. E mi pare che anche gli studios se ne siano accorti, perché "Thor 2" è, di fatto, tutto un altro tipo di prodotto. Come, del resto, lo è il secondo "Captain America".
E' giusto che all'inizio si proceda con cautela e, passatemi il termine, per tentativi. La contestualizzazione dei personaggi è fondamentale nell'ottica del mastodontico franchise che la Marvel sta mettendo in piedi da anni. Anche "Ant Man" è stata una sfida (vinta), pur rimanendo un primo episodio piacevole, ma non del tutto soddisfacente. Lo stesso succede qui: ci sono tutte le carte in regola, ma è con il procedere dell'avventura che davvero le si dispone nel modo corretto.
Dunque "Thor" è un primo capitolo ok, ma non buono. Funziona, intrattiene ed è sufficientemente spettacolare, anche se tutti sappiamo che ciò che verrà dopo sarà meglio, molto meglio.
Film 411 - The Avengers
Film 808 - The Avengers
Film 930 - Avengers: Age of Ultron
Film 932 - Avengers: Age of Ultron
Film 1177 - Avengers: Age of Ultron
Film 695 - Captain America - Il primo vendicatore
Film 814 - Captain America: The Winter Soldier
Film 1156 - Captain America: Civil War
Film 268 - Thor
Film 631 - Thor: The Dark World
Film 1193 - Thor: The Dark World
Film 543 - Iron Man 2
Film 676 - Iron Man 3
Film 1004 - Ant-Man
Cast: Chris Hemsworth, Natalie Portman, Tom Hiddleston, Stellan Skarsgård, Colm Feore, Ray Stevenson, Idris Elba, Kat Dennings, Rene Russo, Anthony Hopkins, Clark Gregg, Tadanobu Asano, Josh Dallas, Jaimie Alexander, Samuel L. Jackson, Jeremy Renner.
Box Office: $449.3 milioni
Consigli: Certamente si può vedere a cuor leggero. Un titolo d'intrattenimento forse un po' troppo "drammatico", ma comunque godibile, che spiana la strada non solo al personaggi protagonista, ma ulteriormente a tutto quell'universo di supereroi che tutti oggi conosciamo.
Parola chiave: Distruttore.

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venerdì 12 agosto 2016

Film 1190 - The Conjuring - Il caso Enfield

Non vedevo l'ora di vederlo! Ho aspettato un mese che, dall'uscita in America, finalmente arrivasse anche da noi e ho convinto Erika ad accompagnarmi a vederlo dato che gli horror, di base, sono il nostro genere...!

Film 1190: "The Conjuring - Il caso Enfield" (2016) di James Wan
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Erika
Pensieri: Secondo appuntamento cinematografico con i coniugi Warren, seconda storia tratta dalle vere esperienze dei due protagonisti - attenzione agli agghiaccianti titoli di coda -, "The Conjuring 2" prova non solo che il franchise è più solido che mai, ma che James Wan riesce a mantenere le promesse. Senza volergli (e volerci) portare sfiga, diciamo che si sta davvero affermando quale il re dell'horror ("Saw - L'enigmista", "Insidious" 1 & 2, questa saga).
Capace di grande suggestione, costruito attorno all'attesa e l'angoscia, questo film riesce davvero a non deludere le alte aspettative dopo un primo capitolo ben riuscito. Chiaramente molto del merito va al ritrovato e affiatato duo Vera Farmiga + Patrick Wilson, anima di una storia che non cede al solo fascino dell'orrifico, ma riesce ad articolarsi in una trama ben contestualizzata e raccontata con abbondanza di particolari. Prima di arrivare alla vera parte paurosa, infatti, lo spettatore è abbondantemente immerso nella vicenda, che la prende davvero alla lontana: nel borgo londinese di Enfield, nel 1977 la famiglia Hodgson inizia a essere soggetta ad apparenti presenze demoniache. Le dinamiche del caso richiederanno non poco tempo e numerose verifiche, prima che non solo la giovane Janet sia creduta, ma che addirittura vengano contattati i due coniugi esperti di paranormale. Non basta: ad inizio pellicola Lorraine avrà una visione sulla morte del marito - la stessa di cui si parla nel primo film - in cui sono coinvolti una suora e un palo. Inutile dire che non passerà molto prima che la premonizione tenti di realizzarsi.
Dunque un buon ritorno ai temi dell'occulto grazie ad una storia apparentemente vera capace di far accapponare la pelle. Demoni, possessioni, scricchiolamenti e seminterrati a dir poco inquietanti sono tutti elementi che caratterizzano il caso Enfield, rimescolati in salsa Wan, regista evidentemente dotato da questo punto di vista e in grado di produrre una suspense partciolarmente efficace e assolutamente non facile da trovare nei prodotti simili contemporanei, tutti effetti speciali e 0 sostanza. Qui, diversamente dal solito, non sono pochi i momenti in cui si salta sulla poltrona - e con piacere! - e nonostante gli spaventi, l'ansia e la paura, non si smetterebbe mai di seguire le "avventure" degli Warren. Inquietanti, ma davvero magnetiche!
Film 578 - L'evocazione - The Conjuring
Film 1179 - L'evocazione - The Conjuring
Film 804 - Annabelle
Film 1157 - Annabelle
Cast: Vera Farmiga, Patrick Wilson, Frances O'Connor, Madison Wolfe, Simon McBurney, Franka Potente, Lauren Esposito.
Box Office: $317.8 milioni
Consigli: Successone al botteghino, stesso incasso del primo film (ma è costato il doppio, ovvero 40 milioni di $), critica soddisfatta e una marea di spaventi. Questo, in breve, il riassunto di una pellicola che è un sequel, ma anche un titolo perfettamente codibile anche in solitaria. Pauroso, inquietante e con uno spin-off dedicato alla suora in arrivo, la saga di "The Conjuring" al momento sembra in gran forma. Gli amanti dell'horror ben fatto dovrebbero apprezzare.
Parola chiave: Valak.

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giovedì 11 agosto 2016

Film 1189 - (S)ex list

Nella lista dei titoli di Netflix, era da un po' che lo tenevo d'occhio, volendolo rivedere.

Film 1189: "(S)ex list" (2011) di Mark Mylod
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Il titolo italiano è, come spesso accade, imbarazzante, anche se la commedia con Anna Faris di per sé non è pessima. Certo, si tratta di un titolo superficiale e stupidino, ma l'attrice è davvero una delle regine di questo genere - pur non venendole riconosciuto - ed è piacevole seguire la storia anche solo per il semplice fatto che sia lei la protagonista. Da non sottovalutare, poi, un cast di tutto rispetto che vede nel suo protagonista maschile nientemeno che Capitan America (Chris Evans).
Il pretesto è questo: Ally pensa che per trovare il vero amore debba ripescare a piene mani tra la lista dei suoi ex, vicinissima al terribile numero di 20, che la rivista Marie Claire sentenzia essere letale per le donne che volessero trovare marito. Quindi prima di raggiungere il temibile traguardo, la ragazza comincerà a ripercorrere a ritroso la lista, nella speranza di trovare l'uomo perfetto tra quelli già scartati. Senza, ovviamente, rendersi conto che l'uomo ideale vive nell'appartamento di fronte.
Banale, quindi, semplice semplice, e certamente innovativo allo 0%, eppure sufficientemente godibile e simpatico. Perfetto disimpegno estivo.
Ps. il film si basa sul libro "20 Times a Lady" di Karyn Bosnak.
Film 337 - Sex List
Cast: Anna Faris, Chris Evans, Ari Graynor, Blythe Danner, Ed Begley, Jr., Dave Annable, Joel McHale, Chris Pratt, Zachary Quinto, Mike Vogel, Martin Freeman, Andy Samberg, Aziz Ansari.
Box Office: $30.4 milioni
Consigli: Pellicola elementare che utilizza il pretesto sessuale per cercare di ravvivare un po' le sorti della classica commedia romatica. Disinibito quanto basta, con due bei protagonisti affiatati, una buona dose di nudo e un ritmo piacevole, un titolo scemo ma divertente che si lascia guardare e dimenticare in fretta.
Parola chiave: Uomo ideale.

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Film 1188 - SpongeBob - Il film

Sempre sotto l'influente suggerimento della proposta Netflix...

Film 1188: "SpongeBob - Il film" (2004) di Stephen Hillenburg, Mark Osborne
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Ebbene sì, lo abbiamo visto. Volontariamente.
Non avevo mai visto SpongeBob e a malapena sapevo di cosa si trattasse in generale, per cui questo primo approccio alla "matreria" è stato di fatto conoscitivo. Non male, dopo tutto, anche se non credo riuscirei a reggere per un periodo prolungato la visione di più di qualche veloce episodio. Di fatto il colorato mondo sottomarino della spugna coi pantaloni e dei suoi amici e frenetico e maledettamente rumoroso, oltre che cantilenante in maniera a volte irritante. Dunque a piccole dosi.
Non mi aspettavo, tra l'altro, un cast così nutrito per l'esperimento da grande schermo: Alec Baldwin, David Hasselhoff, Scarlett Johansson, Jeffrey Tambor, tutti nomi di non poco peso per un prodotto assolutamente mirato al target infantile.
Tutto sommato, quindi, "The SpongeBob SquarePants Movie" non è stato così terribile come, invece, mi immaginavo. Simpatico, coloratissimo e direi perfetto per i bambini.
Cast: Tom Kenny, Bill Fagerbakke, Clancy Brown, Rodger Bumpass, Mr. Lawrence, Alec Baldwin, David Hasselhoff, Scarlett Johansson, Jeffrey Tambor.
Box Office: $140.2 milioni
Consigli: Decisamente per un pubblico giovane, molto giovane o comunque familiare, in ogni caso un cartone animato sufficientemente divertente. Ecco, non siamo a livello Disney - Pixar, ma per una situazione di disimpegno e divertimento, può essere il titolo giusto.
Parola chiave: Piano Z.

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Film 1187 - The Fundamentals of Caring

Incuriosito dalla proposta di Netflix e dalla possibilità di veder recitare Selena Gomez in inglese, mi sono lasciato convincere a vedere questa pellicola.

Film 1187: "The Fundamentals of Caring" (2016) di Rob Burnett
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Direi che ci troviamo di fronte ad un titolo sufficientemente efficace, pur non straordinario. Buoni protagonisti e qualche momento interessante, ma di fatto la storia fallisce nel suo intento di consegnare allo spettatore qualcosa di nuovo o memorabile. C'è l'on the road, il riscatto, l'amicizia, la disabilità, il sapere guardare dentro le persone invece che basarsi solo sul loro aspetto, i primi amori, l'ironia di chi ha solo quell'arma per difendersi, la crescita e il gruppo di strampalati, tutto in un mix che, sì, funziona, ma devo dire che fa meno scintille di quanto mi aspettassi.
Ben Benjamin (Rudd) dà una svolta alla sua triste e insignificante vita e decide di iscriversi ad un corso per diventare un caregiver (assistente, badante) e finisce per ottenere il suo primo lavoro presso la famiglia di Trevor (Craig Roberts), adolescente affetto da distrofia muscolare. L'umorismo e il carattere del ragazzo sono peculiari e molto personali, il che porterà a battute politicamente scorrettissime e a una serie di strambe situazioni che, in realtà, porteranno il duo ad un livello di conoscenza molto personale ed intimo e, in ultima istanza, ad una vera e propria amicizia poi suggellata dall'esperienza on the road, durante la quale si aggiungeranno le due protagoniste femminili (delle quali la Gomez fa la ragazzina indipendente ed emancipata). La missione iniziale è raggiungere il buco più profondo del mondo che, curiosamente, è lo stesso presente anche nella stupende serie tv "Stranger Things" sempre di Netflix.
Coincidenze a parte, "The Fundamentals of Caring" è un titolo forse non necessario, ma sicuramente funzionale ad una piattaforma che propone, oltre che a telefilm, anche film di propria produzione (e non). Così facendo, anche storie che probabilmente faticherebbero a trovare una distribuzione nei circuiti cinematografici e comunque non totalizzerebbero grandi incassi, possono vedere la luce; sicuramente la pellicola in questione può essere inclusa in questo gruppo. Si segue volentieri e ha il pregio di concentrarsi anche su argomenti e questioni scomode, ma sicuramente non presenta quella carica, quella personalità o "magia" che le permetterebbe di distinguersi dall'enorme vastità di film simili prodotti fino ad oggi.
Ps. Tratto dal romanzo "The Revised Fundamentals of Caregiving" di Jonathan Evison.
Cast: Paul Rudd, Craig Roberts, Selena Gomez, Megan Ferguson, Jennifer Ehle, Frederick Weller, Bobby Cannavale.
Box Office: /
Consigli: Sinceramente non penso lo rivedrei, anche se non mi sono pentito della scelta. Carino e con qualche buon momento, anche se non in grado di fare la differenza. In ogni caso si può guardare, tenendo presente che, nonostante l'ironia a volte tagliente, è pur sempre una storia che tratta di malattia, disabilità, difficoltà, traumi personali e ci recita Selena gomez. Insomma, non per tutti, non per tutte le occasioni.
Parola chiave: World's deepest pit.

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