giovedì 25 maggio 2017

Pirati dei Caraibi: dove eravamo rimasti?

Disney's pirates are back!
"Pirates of the Caribbean: Dead Men Tell No Tales" is set to be released on May 26, and Johnny Depp reprises his role as Jack Sparrow! This time pretty much every character you loved from the first three movies is gonna be there (Orlando Bloom and Keira Knightley too!); also a lot of new characters and actors will take part of this fifth adventure including Brenton Thwaites, Kaya Scodelario and, off course, Javier Bardem.
Ready to sail?

I pirati della Disney stanno tornando al cinema!
Da oggi in sala, infatti, "Pirati dei Caraibi - La vendetta di Salazar" ritrova Johnny Depp nei panni del Capitano Jack Sparrow e, insieme a lui, praticamente tutti i personaggi che hanno reso celebre la saga (sì, anche Orlando Bloom e Keira Knightley!) oltre che una nuova ciurma di protagonisti tra cui spiccano Brenton Thwaites, Kaya Scodelario e naturalmente Javier Bardem!
Pronti a salpare?


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Film 240 - La maledizione della prima luna
Film 1242 - Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare

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#HollywoodCiak

mercoledì 24 maggio 2017

Film 1361 - Jurassic World

Ogni tanto mi torna la voglia di vederlo (ed era già da un po', ad essere onesti)...

Film 1361: "Jurassic World" (2015) di Colin Trevorrow
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: All'ennesima visione, conoscendo ormai la storia a memoria, ho pensato di vedere questo film in inglese. Di fatto si tratta di dialoghi particolarmente comprensibili, per cui la scelta non ha condizionato particolarmente la visione.
Di fatto "Jurassic World" è un prodotto spassoso e di grande intrattenimento, velocemente fruibile e ben realizzato. Per quanto mi riguarda un film riuscito e riuscito a rispolverare il franchise di "Jurassic Park" in maniera egregia. Attendiamo il secondo, previsto per il 22 giugno dell'anno prossimo.
Film 953 - Jurassic Park
Film 955 - Il mondo perduto - Jurassic Park
Film 957 - Jurassic Park III
Film 961 - Jurassic World
Film 965 - Jurassic World
Film 1079 - Jurassic World
Cast: Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Vincent D'Onofrio, Ty Simpkins, Nick Robinson, Omar Sy, B. D. Wong, Irrfan Khan, Jake Johnson, Judy Greer, Lauren Lapkus, Katie McGrath. .
Box Office: $1.672 miliardi
Consigli: Effettoni speciali, dinosauri, distruzioni e un parco a tema stupendo che si trasforma presto in incubo. Se amate le avventure hollywoodiane a base di steroidi e un tocco di nostalgia, questo è un dei titoli recenti sicuramente più efficace.
Parola chiave: Alpha.

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Bengi

martedì 23 maggio 2017

Film 1360 - Hell or High Water

Uno degli ultimi due film candidati agli Oscar di quest'anno per il Miglior film che ancora mi mancava. Così, quando Netflix l'ha aggiunto al suo catalogo, ho subito deciso di recuperarlo.

Film 1360: "Hell or High Water" (2016) di David Mackenzie
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Continuo a pensare che il miglior film dell'anno scorso sia stato "Elle", in ogni caso sono rimasto positivamente colpito da questo western on the road moderno che mai mi sarei aspettato sarebbe potuto piacermi. E, invece, ho gradito sia la storia che l'ottimo cast.
Per quella che è stata la mia esperienza di "Hell or High Water" (visione in italiano da pc), la sensazione che ho avuto è che regia e colonna sonora costituiscano l'elemento più riuscito di questo prodotto; insieme, perfettamente intersecate, creano scenari e situazioni riuscendo a legare praterie e sparatorie, inseguimenti e pozzi di petrolio. Questo buon connubio è ciò che più mi ha colpito del film e quello che riesce a creare l'atmosfera e l'immaginario particolare che caratterizza questo prodotto nel suo insieme, rimandandone un'idea compatta e conforme ai generi di appartenenza.
In tutto questo, Jeff Bridges è sempre un grande. Soprattutto nella scena verso la fine, dopo che ha sparato, a mio avviso si capisce quandto l'attore sia in grado di costruire un personaggio sulla base di pochi elementi (mimica e qualche gesto). Davvero magistrale. Chris Pine e Ben Foster fanno bene il loro mestiere e, nell'insieme, nonostante un cast per la maggior parte sconosciuto si può dire che ognuno stia perfettamente al suo posto. E il film funziona anche per questo.
Ps. Candidato a 4 premi Oscar: Miglior film, attore non protagonista (Bridges), sceneggiatura e montaggio.
Cast: Jeff Bridges, Chris Pine, Ben Foster, Gil Birmingham, Katy Mixon.
Box Office: $37.6 milioni
Consigli: Fratelli che diventano rapinatori per mettere insieme un bottino che dia una speranza per il futuro in una realtà che fatica a riconoscere vittorie ai propri protagonisti. Uno scenario amaro, un'umanità non esattamente facile. In mezzo ci sono due Ranger del Texas che sanno il fatto loro e una posta in gioco che diventa più alta man mano che la storia progredisce. Se volete sapere come procede il racconto, non c'è che da scegliere di vedere questo titolo che, assicuro, non deluderà.
Parola chiave: Casinò.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 22 maggio 2017

Film 1359 - The Circle

Da quando tengo il mio quadernino degli appunti per le recensioni, questo film è quello di cui ho scritto di più. E il motivo è perché niente della storia funziona...

Film 1359: "The Circle" (2017) di James Ponsoldt
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Passo da un film con Karen Gillan all'altro nel giro di poche ore (vedi "Guardiani 2"). Dismessa la maschera di Nebula, qui la ritrovo su di giri ed elettrizzata per l'isola felice di The Circle, una sorta di Apple + Google misto Scientology che sembra una roba per geni e, invece, si rivela una gran cagata (pardon per il francese). E lo dico un po' a malincuore vista la presenza di Emma Watson che apprezzo ma che, rari casi a parte, in quanto a vagliare copioni non mi pare proprio un asso.
Nonostante questa storia presenti una serie di elementi intriganti che parrebbero poter costruire le basi per un buon thriller, in realtà ogni possibilità di sensatezza si brucia nel giro del secondo tempo. Che The Circle sia più una setta che un luogo di lavoro felice bastano 10 minuti per capirlo, mentre alla Watson ci vuole una permanenza lunga mesi e la drammatica uscita di scena di un amico molto più furbo di lei. Il labile confine fra utilità e invasione della privacy qui vuole essere portato all'estremo nel tentativo di strizzare l'occhio allo spettatore, quasi a suggerirgli: "Hai visto come siamo intelligenti noi di The Circle (e per estensione noi della produzione del film)?"
In realtà l'assurdità della trama smentisce in fretta i tentativi - magari anche nobili, per carità - di una scrittura matura e introspettiva, quasi di denuncia rispetto a una tematica attuale e difficile da gestire come quella del privato in rete. "The Circle" sembra voler affrontare l'argomento per metterne alla berlina gli aspetti negativi e discutibili passando per un elenco di luci ed ombre che, in realtà, è meno azzeccato di quanto sia autocelebrativamente geniale. Innanzitutto c'è da chiedersi perché una che abbia già espresso perplessità rispetto alla comunità di The Circle (e sia già stata messa in guardia riguardo a certe attività non esattamente pro privacy) dovrebbe votarsi consapevolmente ad un progetto che la invischierà ancor di più all'interno dell'organizzazione. Non contenta, deciderà perfino di farsi riprendere in diretta tutto il giorno tutti i giorni, rendendo accessibile a chiunque in qualunque momento ogni contenuto che la riguardi (telefonate, mail, conversazioni...).
D'altra parte non si capisce come sia possibile che la stessa The Circle, nelle persone dei suoi fondatori, non pensi di mettere sotto sorveglianza la ragazza - nel tempo seguita da miliardi di persone - alla quale hanno deciso di consegnare tanta popolarità (leggi potere). E' del resto proprio attraverso questo strumento che verrà a verificarsi la fine della storia. Ma gli elementi che non quadrano non sono finiti qui. Perché Ty (John Boyega), ex fondatore scontento di The Circle, non è sotto sorveglianza? Non nasconde di certo il proprio malcontento rispetto alla gestione da parte dei due altri amministratori Tom Hanks (che ci fai qui?) e Patton Oswalt, per cui non ci si può non chiedere perché non venga spiato dalla struttura più spiona del pianeta... Il che rende ancora più assurdo che lui e la Watson (nel film Mae) si infiltrino indisturbati all'interno del nuovo covo segreto dell'azienda non solo una volta, ma ben due! La donna più online del mondo e il creatore scontento girano indisturbati per il campus, chiacchierano senza che nessuno si insospettisca, parlano senza che qualcuno li ascolti, il che è ancora più paradossale se si pensa che nel momento in cui l'amico di Mae la raggiunge a The Circle per parlare, la gente si ferma addirittura a filmarli con palmari e cellulari...
Senza contare - e giuro che poi mi fermo - che Mae e l'amica frizzantina per i troppi farmaci parleranno serenamente al telefono senza che nessuno ascolti i loro piani sovversivi. Non solo Mae aveva già evidenziato una certa insofferenza nei confronti dell'ideologia alla base del progetto, ma l'amica aveva addirittura precedentemente mandato a stendere tutti durante una riunione dell'esecutivo (motivo per il quale se n'era andata da The Circle). Visti i presupposti mi sarei aspettato un minimo di sorveglianza da chi, secondo questa stessa storia, è capace di detenere tanto potere e saperlo sfruttare in maniera così geniale: riesci a convincere i governi di vari paesi del mondo ad obbligare la popolazione ad usare la tua piattaforma per esprimere le preferenze di voto durante le elezioni - ma nessuno ci vede conflitti di interesse, monopolio, violazioni delle principali norme su sicurezza e privacy? - e poi non sei in grado di mettere sotto sorveglianza i telefoni dei tuoi dipendenti? Ma allora cosa te le cripti a fare le mail, signor Tom Hanks, solo per bullarti di figaggine informatica fine a se stessa?!
Poi, oltre alla scenggiatura un po' scema, devo dire che nemmeno i dialoghi funzionano granché. Ho trovato altresì fastidioso il fatto che ci sia uno scambio di battute spesso eccessivo, quasi a voler sottolineare una certa furbizia ed intelligenza di fondo del progetto che, sappiamo, non c'è. Il risultato è un ritmo spezzato da continue interruzioni (il caso più eclatante è la scena della riunione in cui Mae, masochista, spiega la sua idea riguardo alle elezioni) e una comunicazione ridondante che finisce per risultare sciocca.
Insomma, un cast da grandi occasioni sprecato per un risultato finale banale e insensato. "The Circle" sembra voler dire la sua sulla questione della vita privata e la sua invasione da parte di social network e affini, eppure si perde a raccontare una storia disconnessa e narrativamente poco plausibile che fa semplicemente sfoggio di scenografie accattivanti, una protagonista sulla cresta dell'onda e un incipit intrigante che, però, avevamo già visto altrove. Non basta.
Cast: Emma Watson, Tom Hanks, John Boyega, Karen Gillan, Ellar Coltrane, Patton Oswalt, Glenne Headly, Bill Paxton, Judy Reyes, Beck.
Box Office: $25.3 milioni (ad oggi)
Consigli: Francamente il risultato finale è deludente e sconclusionato. La storia della tecnologia come gabbia, arma che ci si ritorce contro è vecchia ormai e trovare nuovi modi per svilupparla e renderla più originale è difficile. Qui il tentativo è fallimentare soprattutto per colpa di una trama superficiale e scritta male nonostante il ricorso al romanzo omonimo di Dave Eggers (che mi auguro sia un tantino migliore del suo fratellastro cinematografico). Se si apprezza Emma Watson o Tom Hanks può valere la pena di dare una chance ai propri beniamini, ma davvero "The Circle" è un tentativo deludente di thriller fantascientifico per cui, nel caso, non dite che non eravate state (ampiamente) avvisati.
Parola chiave: Incidente stradale.

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venerdì 19 maggio 2017

Film 1358 - Guardiani della Galassia Vol. 2

Appena uscito, subito recuperato. L'attesa è stata abbastanza lunga e francamente non vedevo l'ora di vederlo!

Film 1358: "Guardiani della Galassia Vol. 2" (2017) di James Gunn
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: padre
Pensieri: Di per sé il film è carino e presenta un umorismo irresistibile ed inconfondibile, per quanto questo secondo volume sia diverso dal primo in un modo che non mi ha totalmente soddisfatto.
Innanzitutto è meno avventuroso, un capitolo di passaggio che racconta una storia un po' fine a se stessa che fatico ad inserire in un contesto più ampio ed articolato. O, meglio, i presupposti per continuare ci sono ovviamente, ma sono tutti rimandati alle 5 - e sottolonieo cinque - scene successive ai titoli di coda. E' chiaro che qualcosa bolla in pentola, eppure la storia divaga e prende la strada più marginale come fosse quella maestra andando a snaturare leggermente quello che, almeno per me, era stato "Guardiani della Galassia" fino ad ora.
Più che l'avventura dei supereroi Star-Lord & Co. mi è sembrato un approfondimento su di loro e sulle dinamiche del gruppo. Sullo sfondo un nuovo "nemico" che è in realtà una ciofeca e la prospettiva di un capitolo successivo in cui quella che poteva essere la cattiva del volume 2 sembra, invece, lo sarà nel terzo. Staremo a vedere.
Il cast è sempre perfetto e devo dire che se c'è una cosa di cui è capace James Gunn (regia e sceneggiatura) è quello di valorizzarlo. Ogni personaggio ha il suo spazio, ne vengono approfonditi carattere e caratteristiche, per un insieme esplosivo e divertente, anche se a volte un filino troppo gratuitamente volgare. Il mini Groot è geniale e perfetto nei panni dello stempera-situazioni drammatiche, mentre Drax è qualcosa di fenomenale per spiazzante e disarmante simpatia politicamente scorretta. Peter, Gamora e Rocket sono quasi un triangolo e si punzecchiano piacevolmente.
Nell'insieme, comunque, devo dire che Gunn riesce magistralmente a collocare nella sceneggiatura elementi assurdi e al contempo perfetti per contestualizzare il suo prodotto in maniera inequivocabile e indimenticabile (tra i tanti riferimenti culturali - musica a parte - "Cin Cin", Mary Poppins e David Hasselhoff & "Supercar") tanto che tra i prodotti Marvel questo è certamente uno dei più originali.
Per quanto riguarda le parti più tecniche, effetti speciali da paura e una colonna sonora sempre particolarmente curata, nonché elemento integrato alla storia stessa (il che dà quel tocco in più, anche se la soundtrack del primo film la conoscevo di più). Il connubio intergalattico-nostalgico è una strana combinazione che mischia anni '80 e fantasy in un insieme particolarmente esplosivo di colori e sonorità, quasi come se "Guerre Stellari" avesse abbracciato un musical gay friendly ("Mamma mia!", per esempio).
Tutto sommato, infine, "Guardians of the Galaxy Vol. 2" è un sequel sufficientemente coinvolgente. Me lo aspettavo più incisivo, quello sì, ma probabilmente aspettarsi qualcosa di più simile agli Avengers qui non aveva nemmeno troppo senso. Avrei solo preferito che ci si perdesse un po' meno in chiacchiere e si passasse più spesso all'azione, in ogni caso nell'insieme il film funziona e colpisce, rimanendo impresso. Anche grazie ad un sacco di camei.
Film 817 - Guardiani della Galassia
Film 974 - Guardiani della Galassia
Film 1054 - Guardiani della Galassia
Cast: Chris Pratt, Zoe Saldana, Dave Bautista, Vin Diesel, Bradley Cooper, Michael Rooker, Karen Gillan, Pom Klementieff, Elizabeth Debicki, Chris Sullivan, Sean Gunn, Sylvester Stallone, Kurt Russell.
Box Office: $646.9 milioni (ad oggi)
Consigli: Devo dire che, in generale, è difficile che la Marvel sbagli. Qui come per quasi tutte le proprie pellicole, la casa di produzione cinematografica rilancia i suoi fumetti sul grande schermo riuscendo a caratterizzarli e valorizzarli come in pochi altri sanno fare. Il seguito dei Guardiani è un esempio leggermente fuori forma - rispetto ad altri titoli - di come mantenere alto lo standard per prodotti palesemente commerciali, riuscendo comunque a confezionare un prodotto di qualità spassoso, scenografico e di grande intrattenimento. Poi, che ve lo dico a fare, se avete amato il primo, questo non potrà essere altro che amore a... seconda vista!
Parola chiave: Ego.

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martedì 16 maggio 2017

Film 1357 - Alice attraverso lo specchio

Poe voleva vederlo al cinema, ma non siamo riusciti. Non che io fremessi, ma quando Sky Go lo ha reso disponibile tra i suoi nuovi titoli di qualche settimana fa, lo abbiamo recuperato.

Film 1357: "Alice attraverso lo specchio" (2016) di James Bobin
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Più che un film per il cinema sembra un prodotto televisivo e per una pellicola costata 170 milioni di dollari non è una buona cosa. La sensazione è quella di una certa fretta di concludere che passa per una generica superficialità, il che rende tutto piatto e di poco appeal.
La storia, che pure è ricolma di avvenimenti ed elementi visivi accattivanti, stranamente si gioca ogni asso nella manica come un qualunque snodo narrativo. Non c'è mai la sensazione che si stia assistendo a qualcosa di importante durante il racconto perché anche i passaggi che i personaggi dovrebbero compiere per realizzare la propria missione sono trattati con fretta e in maniera poco incisiva, tanto che non si percepisce mai ci sia davvero qualcosa di importante, almeno a livello narrativo.
Diversamente, quello che qui sembra rilevante è il mostrare l'estrosità e creatività della produzione, tra costumi bislacchi, effetti speciali a non finire e ambientazioni curiose e mani banali. Peccato che niente dell'apporto tecnico o tecnologico possa compensare la mancanza di pathos o addirittura entusiasmo nei confronti di una storia che pare abbia tanto da dire e, in realtà, confeziona un sequel che è fondamentalmente inutile.
In tutto questo, non si salvano nemmeno i personaggi. Alice (Mia Wasikowska) è messa in ombra da una miriade di personaggi secondari, il Cappellaio (Johnny Depp) alla lunga stanca e il suo trucco vistoso ed eccessivo distrae, Anne Hathaway torna perché deve anche se il suo personaggio non serve a niente; giusto Helena Bonham Carter nel ruolo della Regina Rossa ha ancora qualcosa da dire, per quanto tagliare teste come vendetta per l'accusa di un biscotto rubato pare eccessivo persino per questa storia.
Film 90 - Alice in Wonderland 3D
Film 300 - Alice in Wonderland
Cast: Johnny Depp, Anne Hathaway, Mia Wasikowska, Rhys Ifans, Helena Bonham Carter, Sacha Baron Cohen, Alan Rickman, Stephen Fry, Michael Sheen, Timothy Spall, Geraldine James, Andrew Scott, Richard Armitage, Matt Lucas, Ed Speleers, Stephen Fry, Michael Sheen.
Box Office: $299.5 milioni
Consigli: In tutta onestà si tratta di un film mediocre e confusionario, ricco di avvenimenti ma incapace di conferire loro una certa rilevanza. Di conseguenza il risultato è piatto è poco avventuroso, più una sorta di video gioco multicolore che consegna allo spettatore un'evventura non particolarmente rilevante. Quindi, se avete amato il primo titolo, magari recuperate questo secondo senza aspettarvi troppo. Per tutti gli altri, evitate pure senza alcun rimorso.
Parola chiave: Cronosfera.

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lunedì 15 maggio 2017

Film 1356 - Vi Presento Toni Erdmann

Già la mia amica Patty me ne aveva parlato, perplessa sul tanto pubblicizzato approccio comedy di questa pellicola tedesca. L'occasione di recuperarla per me si è presentata qualche settimana fa grazie al Cinema Galliera, così ho deciso di andare a farmi un'idea su uno dei casi cinematografici europei dell'anno.

Film 1356: "Vi Presento Toni Erdmann" (2016) di Maren Ade
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Giro, Alessandra
Pensieri: E' una commedia? Di certo non ne ha l'aspetto più classico. Sicuramente presenta non pochi momenti divertenti (tantissimi surreali), ma non direi ci si possa davvero riferire a questa pellicola in termini di spasso e spensieratezza.
La coppia di attori protagonista, Sandra Hüller e Peter Simonischek, è molto brava. Mi ha colpito soprattutto la prima, che costruisce un personaggio particolarmente sfaccettato ed umano. 

Piena di contraddizzioni e insicurezze, in possesso di una certa dose di follia (a quanto pare genetica), la sua Ines sembra necessitare di un mondo sotto controllo che le possa dare quelle sicurezze e certezze di cui ha bisogno. Mi ha molto colpito vedere come l'attrice abbia costruito la sua interpretazione, giocando su un familiare vs sconosciuto che, per esempio, passa attraverso il contatto. Mi spiego: mentre a casa propria Ines interagisce con l'ambiente circostante in maniera disinvolta e sicura, quando si tratta di abbracciare il padre - con cui non ha confidenza - o toccare qualcosa che non conosce la donna si irrigidisce, diventa quasi meccanica nei movimenti, finendo per risultare distantee fredda. Ho molto apprezzato il lavoro fatto a costruzione di un personaggio che ho, francamente, preferito a quello del titolo.
Winfried, invece, è un uomo pacifico e buono, particolarmente tranquillo, un dolce burlone un po' svitato che all'improvviso, dopo la morte del suo cane, capisce che non c'è troppo tempo da perdere nella vita e cerca di recuperare il rapporto con la figlia andandola a trovare a Bucarest dove lavora. Non riuscendo ad andare oltre la superficie, il padre si inventa un bislacco personaggio, Toni Erdman appunto, con il quale la ragazza (e non solo) sarà costretta ad interagire in un crescendo di situazioni tra il bislacco e l'assurdo, oltre che alcune mini avventure che aiuteranno i due a ricominciare d'accapo. Simonischek, evidentemente un attore di mestiere, costruisce il suo doppio personaggio in maniera validissima e credibile ma, come dicevo, a conti fatti ho preferito molto di più la protagonista femminile che colui che dà origine a questa storia. Sarà che a me troppe stramberie alla lunga infastidiscono, sarà che quella dentiera tenuta nel taschino mi ha disgustato, di fatto ho trovato molto più interessante seguire l'eveoluzione di Ines che quella del padre.
Oltre a questo, va detto che un altro elemento ben sviluppato e che emerge da tutta la storia è la strutturazione (o ri-strutturazione in questo caso) del rapporto padre-figlia. Ben descritto ed affrontato con un ottimo senso d'insieme per la storia, il risultato di questa consapevolezza di sceneggiatura è un racconto che funziona dall'inizio alla fine e rimane fedele a se stesso, veicolando allo spettatore un'idea del film fin da subito chiara ed originale.
In generale, comunque, "Toni Erdmann" è un film molto lungo del quale, forse, qualcosina si sarebbe potuta sforbiciare, soprattutto nella parte iniziale. In ogni caso la storia scorre via interessante e ricca di spunti, senza mai annoiare chi guarda. Del resto non mancano i momenti in grado di surriscaldare e scuotere le cose: il party di compleanno nudi - una scena esilarante, per quanto mi rimanga ancora misterioso lo scopo a livello narrativo (Ines si libera delle sue inibizioni sociali e abbraccia finalmente l'approccio più morbido del padre?) -, il momento erotico nella camera d'albergo con pasticceria annessa, il momento karaoke (che è anche l'unico a livello musicale di tutta la pellicola, priva di colonna sonora). Insomma, lo devo dire: a sorpresa mi è piaciuto. Non ero sicuro ne sarei uscito soddisfatto e, invece, fuori dall'etichetta forzata di commedia, la storia funziona e coinvolge. Una bella sorpresa.
Ps. Candidato a Oscar, Golden Globe, BAFTA e César come Miglior film straniero (in rappresentanza della Germania).
Cast: Peter Simonischek, Sandra Hüller, Ingrid Bisu, Michael Wittenborn, Thomas Loibl, Trystan Pütter, Hadewych Minis, Lucy Russell, Vlad Ivanov, Victoria Cocias.
Box Office: 8.3 milioni
Consigli: Non una scelta spensierata per ogni occasione, ma sicuramente mi sento di dire un film a cui dare una possibilità. In un universo saturo dei più disparati titoli e rispettive storie, questa raccontata da Maren Ade spicca per uan certa originalità, colpisce per un umorismo capace di far ridere e soddisfa, perché racconta una storia interessante da seguire. Poi, ripeto, "Toni Erdmann" va visto in un momento in cui si ha il tempo per farlo e l'attitudine giusta. Fatte queste premesse, lasciatevi coinvolgere senza cercare di razionalizzare tutto ciò che vedete.
Parola chiave: Kukeri.

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venerdì 12 maggio 2017

Film 1355 - Fast & Furious 6

Sempre più vicini alla fine... Ci siamo quasi!

Film 1355: "Fast & Furious 6" (2013) di Justin Lin
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Ana Lucia ha perso la memoria, ma è viva. Tutto è bene quel che finisce bene. Circa, visto che adesso lavora per i cattivi. Dom lo scopre e, ovviamente, vuole andarsela a riprendere e quella povera di Elena, con i suoi zigomi perfetti, non potrà che farsi da parte. Al cuor non si comanda in "Fast & Furious 6", tra nuove nascite e amori per sempre, il tutto sempre nell'ottica del mantra assoluto della saga: la famiglia prima di ogni cosa.
Dunque non cambia granché rispetto alle precedenti avventure, oppure sì? Per quanto mi riguarda devo dire che il sesto appuntamento cinematografico dei veloci e furiosi ha costituito il primo caso di non noia totale da quando ho cominciato a scoprire il franchise. L'azione la fa sempre da padrone e le dinamiche macho-corsa con la macchina-criminalità sono sempre prepotentemente presenti, ma in questo caso il risultato finale sembra dimostrare che la storia abbia uno scopo oltre al semplice reiterare gli elementi chiave di tutta l'operazione. E i non fan gradiscono e ringraziano.
Quindi, in generale, per la prima volta ammetto che un film di "Fast & Furious" non mi è dispiaciuto. Poi non credo lo rivedrei, in ogni caso ora che sono un po' entrato nel contesto e ho attivato l'attitudine al baccano + trash + boiata + azione per veri uomini + mirabolanti acrobazie + tutti salvi per un pelo posso dire di godermi il viaggio con un po' più di serenità e spontaneità. Il che vuol dire semplicemente qualche pregiudizio in meno, oltre che la consapevolezza che "Furious 6", come i vari altri precedenti e successori, sono solo un prodotto di facile consumo da vedere e dimenticare. Che poi lo sapevo anche prima, semplicemente ora ne ho avuto la definitiva conferma (sulla mia pelle...).
Film 1210 - Fast and Furious
Film 1215 - 2 Fast 2 Furious
Film 1228 - The Fast and the Furious: Tokyo Drift
Film 1256 - Fast & Furious - Solo parti originali
Film 1350 - Fast & Furious 5
Cast: Vin Diesel, Paul Walker, Dwayne Johnson, Michelle Rodriguez, Jordana Brewster, Tyrese Gibson, Chris 'Ludacris' Bridges, Sung Kang, Luke Evans, Gina Carano, John Ortiz, Gal Gadot, Elsa Pataky.
Box Office: $788.7 milioni
Consigli: Beh, credo che vederlo separatamente dagli altri sarebbe un po' sciocco. Ogni capitolo rinsalda in maniera più o meno forte le storie precedenti, per cui arrivare al sesto appuntamento a secco non mi sembra l'idea più sensata. Lo so, lo so, non c'è sempre il tempo di recuperare un'intera saga partendo dal primo episodio, ma in questo caso sento di caldeggiare l'opzione "dall'inizio alla fine" più che altro perché senza i vari preamboli, per quanto sciocco possa sembrare questo franchise, si fatica davvero ad immergersi nel contesto e nell'ideologia interni alla storia.
Parola chiave: Codice 1345.

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giovedì 11 maggio 2017

Film 1354 - La prossima vittima

Era da un po' che questo titolo colpiva la mia curiosità quando aprivo il catalogo Netflix, sempre presente tra i suggerimenti della piattaforma. Non avevo mai trovato l'occasione giusta per vederlo, fino a quando, qualche tempo fa, mi sono convinto a dargli una chance.

Film 1354: "La prossima vittima" (1996) di John Schlesinger
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Non che mi aspettassi un capolavoro, in ogni caso questa pellicola è rimasta leggermente sotto i miei pronostici, pur regalandomi ciò che andavo cercando, ovvero una storia finto impegnata che in realtà rimane sulla superficie e sceglie grandi attori per raccontare quello che, si scoprirà man mano, è qualcosa di già visto altre milioni di volte. Non c'è niente di male, d'altronde "La prossima vittima" non è certo passato agli annali per innovazione e qualità. Io cercavo disimpegno non comico, quell'atmosfera che solo gli anni '80 e '90 sanno regalare, oltre che scoprire una Sally Field più inedita, meno mamma chioccia impacciata e più donna d'azione. Da questo punto di vista il film ha, come dicevo, soddisfatto le mie esigenze.
Il problema di questo prodotto - oltre che essere leggermente datato in toni e modi (vedi "Copycat - Omicidi in serie") - è che vive di un cattivo oggi troppo caricaturale, uno stramboide con la faccia da criminale, un disadattato troppo evidentemente disagiato, tanto da risultare poco credibile. Poi per carità, io non ho molte esperienze con certe categorie umane al limite, sicuramente qui la sensazione è quella più di un personaggio che di una persona plausibile anche nella realtà. Ciò guasta non poco il risultato nel suo complesso, andando ad abbassare la qualità di un titolo già di per sé non eccelso per approfondimento psicologico ed evoluzione dei propri protagonisti. Per dirne una: Karen (Field) è ossessionata dall'assassino stuprato di sua figlia e... si trasforma in detective a "La Signora in giallo" mixato a una sorta di vendicatrice della notte, il che risulta a volte anche un tantino involontariamente ridicolo.
Per carità, è evidente che le intenzioni fossero buone, ma in generale "Eye for an Eye" rimane troppo bloccato in una formula poco realistica e più cinematografica che lo declassifica a puro intrattenimento rispetto a una trama - basata sul romanzo omonimo di Erika Holzer - che potenzialmente poteva portare l'occhio del pubblico a riflettere su una questione scomoda anche se, purtroppo, sempre attuale.
Cast: Sally Field, Kiefer Sutherland, Ed Harris, Beverly D'Angelo, Joe Mantegna, Philip Baker Hall.
Box Office: $26,877,589
Consigli: Si lascia guardare, anche se non si tratta certo di una pellicola indimenticabile. Mi è sembrata più una diversificazione di genere per la carriera della Field, un titolo in cui mai mi sarei aspettato di vederla. In ogni caso, visto l'argomento, non una scelta per tutte le occasioni.
Parola chiave: Stupro.

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martedì 9 maggio 2017

Film 1353 - Un testimone in affitto

Titolo leggero per un allenamento da tapis roulant. Mi ha salvato Netflix (come sempre).

Film 1353: "Un testimone in affitto" (2015) di David Wnendt
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Boiatona megagalattica che è stata massacrata dalla critica, "The Wedding Ringer" è semplicemente un titolo stupido fatto per intrattenere senza pensieri che non va oltre lo sforzo di qualche gag a sfondo sessuale e un cast abbastanza riconoscibile da portare gente al cinema (neanche tantissima, poi). Chiaro, il risultato finale non è sufficiente, ma non mi pare nemmeno sensato demonizzare un prodotto evidentemente fatto per un tipo di pubblico che apprezza le commedie americane che si basano su trame già viste e puntano tutto su un mix di comicità facile facile e una combo di attori di volta in volta diverso (ma che sembra sempre lo stesso). Insomma, è un titolo demenziale, è inutile sparare sulla croce rossa, no?
Come si diceva, niente di nuovo contraddistingue questa storia: la professione di testimone su richiesta ricorda tanto quella di damigella professionista di "27 volte in bianco", la gang di "amici" casinari e fuori luogo è un mix di "American Pie", "Un tuffo nel passato", "Cattivi vicini" e tantissimi altri titoli, i due innamorati dell'inizio che poi si scoprono non così tanto presi l'una dall'altro è un classico di questo tipo di prodotti, per cui inutile stupirsi se a livello narrativo o qualitativo siamo di fronte a una storia che sa di poco e niente. Qui si punta tutto sulla scemata, il fattore follia e l'alchimia stramba tra Kevin Hart e Josh Gad nella speranza di consegnare al pubblico qualcosa di sufficientemente sopra le righe da non ricordare nient'altro di già visto. Come sappiamo non è proprio così e forse anche per questo il risultato al botteghino di questo film non è stato entusiasmate. Certamente un altro fattore scatenante dev'essere stato che "Un testimone in affitto" è un prodotto tiepidino che esaurisce il suo appeal nel momento in cui è spiegato il mestiere del suo protagonista. Quindi sì, questa pellicola è una boiatona. Poi nessuno muore guardandola.
Ps. Candidato a due Razzie Awards 2016 per i Peggiori attori non protagonisti, ha visto "trinfoare" Kaley Cuoco come peggiore non protagonista femminile (mi pare un tantino eccessivo).
Cast: Kevin Hart, Josh Gad, Kaley Cuoco, Ken Howard, Cloris Leachman, Jenifer Lewis, Mimi Rogers, Olivia Thirlby, Nicky Whelan, Jorge Garcia, Alan Ritchson.
Box Office: $79.8 milioni
Consigli: Scemata innoqua perfetta per un momento privo di pretese a cervello spento. Banale e senza particolari guizzi creativi, questo film si può vedere come saltare. L'importante è essere consapevoli, nel caso, di cosa si sta per guardare.
Parola chiave: Matrimonio.

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Bengi

lunedì 8 maggio 2017

Film 1352 - Lui è tornato

Cenetta di famiglia a casa mia con cugina. Indecisi su cosa guardare, abbiamo optato per questo titolo, curiosi di capire come potesse mai gestire l'ingombrante passato del proprio protagonista.

Film 1352: "Lui è tornato" (2015) di David Wnendt
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Francy
Pensieri: Un esperimento cinematografico non da poco basato sulla provocatoria idea alla base del romanzo di Timur Vermes, ovvero cosa succederebbe se Adolf Hitler riapparisse vivo e vegeto ai giorni nostri.
L'inquietante quanto intrigante presupposto della storia riesce a dar vita ad una pellicola che è un mix sorprendente di emozioni e sensazioni, una montagna russa che spazia da perplessità a genialità, sbigottimento e divertimento, per un'esperienza nel complesso ambigua, nel senso che è capace di suscitare ilarità ma pur sempre attraverso una satira e un umorismo che fanno leva su questioni estremamente delicate.
Tra l'altro è paradossale che un paese in grado di partorire un prodotto così evidentemente ironico e dissacrante nei confronti della propria stessa storia, sia al contempo popolato da realtà così fortemente orientate e schierate proprio a favore delle ideologie qui messe alla berlina.
Ed è inoltre non poco scioccante realizzare quanto le argomentazioni offerte dal personaggio hitleriano siano spesso non prive di raziocinio. Il senso di colpa, la memoria storica e il buon senso non tardano a farsi sentire, eppure quello che viene detto dall'infausto dittatore non è privo di un'analisi di base che funzionerebbe anche, non fosse per quell'inclinazione all'estremismo e al fanatismo di cui tutti siamo a conoscenza. E' poi questo, insieme all'attaccamento dei media per tutto ciò che faccia notizia, che riporta in auge Hitler nel racconto. Per quanto riguarda il "comparto umano", direi che l'ignoranza mischiata a una certa dose di menefreghismo e follia siano i fautori della grande presa sul pubblico di una figura storica legata a così tanti orrori e che per questo motivo mai dovrebbe avere occasione di tornare in auge agli occhi del pubblico. Qui, naturalmente, si tratta di far passare proprio quel peggio di un messaggio che gioca sulla provocazione per far riflettere lo spettatore e/o il lettore. E ciò accade ancora di più nel momento in cui ci si accorge che la pellicola contiene al suo interno scene girate dal vivo e senza un copione in cui Oliver Masucci (che, va detto, è molto bravo) e l'ingombrante personaggio che interpreta sono liberi di interagire con le persone in contesti non di fiction. Le reazioni vere dei passanti sono ancora più disturbanti che tutto il film nel suo complesso.
Detto questo, "Lui è tornato" è un prodotto cinematografico furbetto che, nonostante tutto, funziona e porta a casa un degno risultato. La storia era pericolosa e si sarebbe potuto sbagliare in tanti modi, eppure nel complesso convince dall'inizio alla fine.
Cast: Oliver Masucci, Fabian Busch, Katja Riemann, Christoph Maria Herbst, Franziska Wulf, Michael Kessler.
Box Office: $25.5 milioni
Consigli: Non è una commedia nel senso più spensierato del termine. E' una pellicola certamente ricolma di satira, dissacrante nel mostrare uno scenario alternativo plausibile perché supportato da episodi reali (le scene non di fiction girate tra la gente) e allo stesso tempo capace di farti rabbrividire. Per chi è in grado di coglierne la tagliente ironia, la storia è geniale oltre che maledettamente provocatoria. Per gli altri forse è meglio votarsi a pellicole meno impegnative.
Parola chiave: Cane.

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Bengi

giovedì 4 maggio 2017

Film 1362 - A Monster Calls

Invitati all'apertura del Future Film Festival grazie a Marta e al Cinema Galliera, io e Poe non ci siamo lasciati scappare l'occasione di vedere questa pellicola in anteprima.
A Monster Calls

Film 1362: "A Monster Calls" (2016) di J.A. Bayona
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Poe
Pensieri: L'approccio a questa pellicola è stato di totale inconsapevolezza se escludiamo l'unico dettaglio a me conosciuto prima di entrare in sala, ovvero la presenza di Felicity Jones. La presentazione introduttiva di apertura all'evento ci fa scoprire qualche dettaglio in più, ma rimane il fatto che "A Monster Calls" è stato soprattutto una sorpresa.
In un festival che quest'anno punta tutto sui personaggi - più volte preferito l'inglese character -, pare abbastanza evidente che il mostro sia il motivo scatenante della presenza di questa storia addirittura prima di tutte le altre. Va detto che quest'ultimo risulta piuttosto d'impatto, fatto di rami ed effetti speciali, oltre che di una voce profonda e affascinante regalata da nientemeno che un Liam Neeson capace di rendere indimenticabile una performance catturata attraverso il mocap, ovvero il motion capture che, da una tuta e dei marcatori fissati su di essa e collegati a un computer, trasforma la recitazione in carne ed ossa in quella che qui è sotto forma di arbusto abnorme.
L'elemento mostruoso è certamente uno di quelli che colpisce di più relativamente a questo film, ma non solo. Ci sono la difficoltà dell'affrontare una malattia che non recede e, sorpresa non da poco, un giovane protagonista davvero capace. Su Lewis MacDougall ci si deve un attimo soffermare. Il 14enne scozzese, qui alla sua prima esperienza da protagonista, è un ragazzo né già uomo né tuttavia bambino (per dirla con la storia) con alcuni problemi a relazionarsi con gli altri, sofferente pe la malattia della madre e la lontananza di un padre risposato in America. La performance di MacDougall è intensa e credibile, sfaccettata e ricca di sfumature, neanche parlassimo di un consumato signore del mestiere. A lui sicuramente il merito di trainare un prodotto altrimenti francamente un po' lento, a volte quasi piatto.
Non fosse per la malattia della mamma (una brava Felicity Jones), per le storie e le belle illustrazioni che le animano o per gli elementi già citati, "7 Minuti dopo la Mezzanotte" (questo il titolo italiano) risulterebbe un tantino statico. La colonna sonora c'è, ma non sempre si nota, i personaggi di Conor e la nonna a volte si faticano a comprendere e per la maggior parte del tempo si vaga nella storia in attesa di una spiegazione che metta assieme i vari pezzi del puzzle, il tutto per 2 ore di pellicola a cui forse una sforbiciatina qua e là non avrebbe guastato. Il risultato finale non è male, quello no, ma forse considerate le premesse mi sarei aspettato un prodotto leggermente più dinamico, addirittura meno introspettivo.
Rimane incerta, tra l'altro, l'interpretazione del finale: anche la madre finirà per vedere il mostro, ma sarà perché lo aveva già visto o perché è una sorta di proiezione della figura del padre (me lo chiedo perché Neeson appare in una foto di famiglia, facendo capire che è il nonno di Conor)? E poi perché appare il mostro? Il ragazzo lo crea, si capisce dalla storia, ma allora come mai la donna finirà per vederlo?
Insomma, non è proprio tutto chiaro relativamente a questa pellicola che è tratta dall'omonimo romanzo di Patrick Ness. Il risultato finale è tecnicamente molto elevato, gli effetti speciali sono ben fatti e credibili e la scelta del cast mi è sembrata particolarmente felice; dal punto di vista del racconto e della sua resa per il grande schermo, forse avrei preferito un approccio più incisivo che riuscisse a trascinare anche lo spettatore inconsapevole del fatto che, iniziato il film, si sarebbe trovato di fronte ad una storia non facile, un percorso di formazione atipico e a tratti disperato, un'esperienza umana complessa e carica di emotività, un viaggio pesante verso un epilogo inevitabile, oltre che la maturità dei propri personaggi. Insomma, "A Monster Calls" mette sul piatto non pochi elementi complicati da gestire ed esporre e ne esce vincitore per i toni, un po' meno per i modi (cinematografici). Credo che il suo più grande pregio sia quello di saper comunicare in maniera perfetta la singolarità e peculiarità dell'essere umano, delle contraddizioni che lo caratterizzano e, neanche a dirlo, dell'umanità che ne sta alla base. Non mi sarei mai aspettato un budget tanto alto (43 milioni di dollari) per una storia tanto difficile da vendere. Il box-office non è stato clemente, anche se forse questo titolo qualche chance in più se la meritava.
Cast: Lewis MacDougall, Sigourney Weaver, Felicity Jones, Toby Kebbell, Liam Neeson, Geraldine Chaplin.
Box Office: $43.4 milioni
Consigli: Una storia per nulla facile, un protagonista con i problemi tipici dei ragazzi di oggi oltre che quelli stabilmente presenti dentro casa. A sbloccare la situazione ci penserà un mostro apparentemente cattivo, una sorta di Grillo parlante dalle dimensioni inconsuete che porterà il ragazzo al confronto con se stesso e la situazione che sta passando. Il risultato finale è di qualità, anche se a volte si ha la sensazione che niente stia procedendo. Il finale è assolutamente di impatto e dovrebbe ripagare anche chi, nel caso, non dovesse apprezzare i toni un po' sommessi della prima parte. Di sicuro non è un titolo da scegliere per un'occasione spensierata.
Parola chiave: 00:07.

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Bengi

mercoledì 3 maggio 2017

Film 1351 - Sherlock Holmes

Ogni tanto ho bisogno di qualche titolo ben collaudato dal quale so esattamente cosa aspettarmi e, soprattutto, cosa otterrò.

Film 1351: "Sherlock Holmes" (2009) di Guy Ritchie
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Mi personalissimo cult mainstream, una bella avventura dinamica e spassosa per uno Sherlock Holmes 2.0 che ricalca le ambientazioni originali, pur rivedendole nello stile narrativo e nell'approccio alla regia. Il prodotto finale è divertente, di grande intrattenimento e, francamente, un blockbuster sopra alla media. Merito di una regia che sa esattamente cosa vuole e un cast perfettamente in parte oltre che, naturale, un personaggio protagonista di intramontabile fascino e carisma. Questo primo "Sherlock Holmes" made in Guy Ritchie è sempre una certezza.
Ps. 2 nomination all'Oscar per la Miglior colonna sonora di Hans Zimmer (meritatissima) e la scenografia. Robert Downey Jr. ha vinto il Golden Globe come Miglior attore - Musical o commedia.
Film 47 - Sherlock Holmes
Film 115 - Sherlock Holmes
Film 311 - Sherlock Holmes
Film 615 - Sherlock Holmes
Film 367 - Sherlock Holmes - Gioco di ombre
Film 769 - Sherlock Holmes - Gioco di ombre
Cast: Robert Downey Jr., Jude Law, Rachel McAdams, Mark Strong, Eddie Marsan, Kelly Reilly, Geraldine James, Hans Matheson.
Box Office: $524 milioni
Consigli: Chi gradisce il genere di film con numerosi misteri e non poca azione, conditti con una buona dose di ironia dissacrante, questo è sicuramente il titolo perfetto. C'è anche un sequel altrettanto fortunato - anche se meno divertente - e, pare, un terzo capitolo in arrivo. La saga continua.
Parola chiave: Parlamento.

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martedì 2 maggio 2017

Film 1350 - Fast & Furious 5

Con Poe abbiamo ripreso a vedere questa saga, dato che l'ottavo episodio è al momento campione di incassi in tutto il mondo. Devo ancora capirne il fascino, ma continuo per la mia strada a recuperare titolo dopo titolo.

Film 1350: "Fast & Furious 5" (2011) di Justin Lin
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Era da un po' che stavo fuori dal giro "Fast & Furious" e devo dire che quasi mi mancava il fracasso di motori e sparatorie. Tornato in sella con il quinto episodio, ammetto di avere in ogni caso ancora un attimo di confusione in testa, una sorta di sovrapposizione di tutte le storie del franchise che ho visto fino ad ora.
Dopo aver ripassato Wikipedia, ricordo che questa comincia con l'ennesima avventura in carcere per il mitico Dom (Vin Diesel), liberato sapientemente dall'amico Brian (Paul Walker) e dalla sorella Mia (Jordana Brewster, ancora incapace di qualsivoglia espressività facciale) che accorrono in suo soccorso. Si aggiunge anche il ritrovato Vince (Matt Schulze) di qualche capitolo fa che propone il nuovo affarone alla squadra, ovvero rubare della macchina che transitano su un treno in corsa. Sappiamo che nulla è impossibile per i nostri eroi che, di consequenza, non si sottraggono al difficile compito e, anzi, concludono perfino con un salto di almeno 100 metri da un dirupo, finendo semplicemente a fare un bagno in acqua. Applausi.
Questa la premessa, ma sono tantissime in realtà le sparatorie avventure che si susseguono per tutte le 2 ore e 11 minuti di pellicola. Niente di nuovo, insomma. Anzi no, perché questa volta c'è perfino un inseguimento per le strade di Rio de Janeiro con annessa cassaforte a traino che sfonda praticamente ogni ostacolo sul proprio percorso ma, stranamente, sfugge alle leggi della fisica quando fa più comodo ai nostri eroi. Poi che fa parte del gioco lo sappiamo, eh, però...
Insomma, "Fast Five" consegna al pubblico di affezionati esattamente ciò che sono andati al cinema a vedere, fedele a una missione che mixa (senza dosare) macchine, belle donne, inseguimenti & sparatorie. Il prodotto non cambia perché a quanto pare funziona. E anche molto bene.
Film 1210 - Fast and Furious
Film 1215 - 2 Fast 2 Furious
Film 1228 - The Fast and the Furious: Tokyo Drift
Film 1256 - Fast & Furious - Solo parti originali
Film 1355 - Fast & Furious 6
Cast: Vin Diesel, Paul Walker, Jordana Brewster, Tyrese Gibson, Chris Bridges, Matt Schulze, Sung Kang, Dwayne Johnson, Ludacris, Gal Gadot, Elsa Pataky.
Box Office: $626.1 milioni
Consigli: Io li trovo un po' tutti troppo simili, ma mi rendo conto che il difetto sia mio. Per tutti coloro che hanno amato i capitoli precedenti, che si eccitano al suono di motori e all'esibizione di carne femminile, qui ce n'è davvero per tutti i gusti. E perfino un colpo di scena finale.
Parola chiave: Chip.

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venerdì 28 aprile 2017

Film 1349 - The Most Beautiful Day - Il giorno più bello

Lo abbiamo dato per due settimane al cinema con cui collaboro e, dato che la mia responsabile me ne aveva parlato benissimo, l'ho recuperato appena ho avuto un pomeriggio libero!

Film 1349: "The Most Beautiful Day - Il giorno più bello" (2016) di Florian David Fitz
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Me lo aspettavo più comico a dire il vero; non che non si rida, ma avevo delle aspettative piuttosto precise sul fatto che mi sarei fatto grosse risate. In realtà il film riesce a bilanciare momenti divertenti a momenti surreali ad altri, ancora, francamente tristi. Del resto è giusto così dato che si tratta a tutti gli effetti del racconto di due vicende non certo allegre legate a malattia, solitudine e incertezza riguardo a un domani che non è per niente certo.
Belli e bravi i protagonisti Florian David Fitz (anche regista e sceneggiatore) e Matthias Schweighöfer, una coppia simpatica e spontanea che si mette in gioco e, da sola, porta a casa il risultato. Se il film funziona è principalmente grazie alla chimica che li lega, quella bromance che è un po' fratellanza e un po' giocare con il sex appeal di due bei giovani che non sembrano terminali nemmeno per sbaglio.
Ci sta, del resto, la storia ha già il pregio di portare l'attenzione su una condizione tremendamente delicata, non ci si poteva aspettare che un'aspirante commedia si spendesse in toni troppo realistici o rischiasse di incupire il pubblico più del necessario.
Ecco, forse aspettarsi una storia spensierata su due malati terminali è un'utopia, quindi penso si possa dire che il risultato finale è un buon esempio di cinema europeo capace ed efficace, abbastanza divertente, sicuramente coinvolgente. Casting perfetto, location suggestive, storia che ricorda un pochino "Non è mai troppo tardi", colonna sonora furbetta e risultato finale piacevole. Sicuramente la sorpresa (commerciale) tedesca che non ti aspetti.
Cast: Florian David Fitz, Matthias Schweighöfer, Alexandra Maria Lara, Karl Friedrich, Robert Nickisch, Rainer Bock.
Box Office: $14,164,505 (Germania)
Consigli: Vero e proprio on the road, questo "Der geilste Tag" è una buon film tedesco che regala un paio d'ore piacevoli tra situazioni comiche e riflessioni sulla condizione dei malati terminali. Il mix di elementi sembrerebbe cozzare, eppure la storia funziona e intrattiene a dovere grazie soprattutto ai due protagonisti dalle caratteristiche opposte e la loro improbabile amicizia. Spesso divertente, in grado di far riflettere, sufficientemente patinato (da garantire l'esportazione) questo film va bene per una serata che unisca un po' di sano divertimento e qualche spunto su cui fermarsi un attimo a riflettere.
Parola chiave: Narcolessia.

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